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Viterbo, piscina comunale alla Fin. Manca il numero legale, rinviata la discussione

Massimiliano Conti
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Colpito e affondato insieme alla delibera da lui fortissimamente voluta. La seduta consiliare del 31 luglio dedicata all'affidamento della piscina comunale alla Fin si è trasformata in una Caporetto per il sindaco Arena, che ha visto liquefarsi nel caldo torrido del pomeriggio una maggioranza già presentatasi a ranghi ridotti nella mattinata. Alla ripresa dei lavori dopo la pausa pranzo l'assenza della consigliera di Forza Italia Isabella Lotti (che si è aggiunta a quelle dei fondaroli Santucci e Insogna e a quella del leghista Galati) ha fatto venir meno il numero legale, sia in prima che in seconda convocazione. Risultato: tutto rinviato alla prossima settimana. La conferenza dei capigruppo subito riunita dal presidente del consiglio Stefano Evangelista ha inserito di nuovo il punto all'ordine del giorno dell'assise di martedì, dopo il rendiconto. Se non si farà in tempo, un'ulteriore seduta è stata fissata per giovedì. Di sicuro con l'avvicinarsi del Ferragosto, causa defezioni, raggiungere il numero legale diventa sempre più difficile. Ma tant'è.
E' stato un chiaro segnale politico al sindaco - grazie alla videoconferenza, salvo trovarsi nel deserto o al Polo Nord, si può partecipare ai consigli da qualunque parte del mondo - anche se il Arena si sforza di leggere, perlomeno l'assenza della Lotti, come un incidente di percorso.

"L'avevo sentita alle 11 - confida il primo cittadino - e mi aveva detto che avrebbe potuto avere problemi a collegarsi nel prosieguo della seduta". Il sindaco non drammatizza ma ammette che l'assenza del capogruppo di Fondazione Santucci gli ha bruciato: "Galati aveva delle visite mediche ma Gianmaria, che aveva sempre manifestato perplessità sul regolamento e non sulla delibera, mi aveva espressamente assicurato che l'avrebbe votata. Ma la politica è fatta anche di questo".
Da parte sua Santucci ribadisce "piena fiducia e lealtà al sindaco": "Si è trattato di un incidente di percorso, d'altra parte questa della piscina non è la battaglia della vita. Si trovi però un metodo di maggiore condivisione delle scelte".
A microfoni spenti c'è chi parla di malumori e di un'insofferenza crescente all'interno di tutti i gruppi di maggioranza, e non solo rispetto alla delibera sulla piscina. I capigruppo in questa fase avrebbero grosse difficoltà a tenere sotto controllo i singoli consiglieri.
Arena non sembra comunque intenzionato a convocare nuovi vertici di maggioranza prima dell'assemblea di martedì, confidando quindi sul senso di responsabilità dei suoi, essendoci in ballo anche la partita del rendiconto, rispetto alla quale non ci sono strappi, avvertimenti, imboscati, bagni di sole o di mare che tengano.
Il flop della seduta ha ringalluzzito una minoranza che a sua volta era uscita con le ossa rotte dalla sessione mattutina. Dopo aver dato battaglia sul nodo dirimente della natura più o meno pubblica della Federnuoto - la questione è attualmente al vaglio della corte di giustizia europea - al momento di votare la pregiudiziale sulla delibera, anziché uscire subito dall'aula facendo mancare il numero legale, i consiglieri sono rimasti impalati al loro posto facendo sbottare il consigliere del Pd Alvaro Ricci, che se ne è uscito con un epocale "siete dei fregnoni" rivolto via webcam ai suoi colleghi di minoranza. Un epiteto che ha scatenato l'ira funesta di Francesco Serra il quale, raccontano alcuni testimoni, ha subito chiamato Ricci al telefono per dirgliene quattro: che non doveva più permettersi di apostrofarli in quel modo e che doveva andare a quel paese.
Come dire, parafrasando Woody Allen, che se la maggioranza ieri è morta, pure l'opposizione non sta molto bene.