Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Geotermia, oltre 80 domande di perforazione vicino al lago di Bolsena

Simone Lupino
  • a
  • a
  • a

Geotermia, sono oltre 70 le istanze di perforazione attorno al lago di Bolsena presentate al Mise. Una situazione che preoccupa i sindaci della Tuscia, perché, dicono, “su questa materia non abbiamo alcun tipo di voce in capitolo”. Tre centrali, in particolare, sono già in stato avanzato dal punto di vista burocratico: Acquapendente, Latera e Castel Giorgio.

Se ne è parlato venerdì durante un’audizione in videoconferenza organizzata dalla commissione lavori pubblici della Regione. All’ordine del giorno il nuovo piano energetico regionale (Per), che sta proseguendo il suo iter verso l’approvazione. Collegati i rappresentanti di 21 amministrazioni della provincia di Viterbo. Presente anche l’assessore regionale alla tutela del territorio Mauro Alessandri, che al termine dell’incontro ha promesso che le osservazioni dei sindaci saranno recepite, “sintentizzandole nel piano o anche al di fuori di esso, ove possibile”.

Per tutti ha parlato il vicesindaco di Bolsena, Andrea Di Sorte: “La risorsa idrica costituita dal lago – ha detto - non può permettersi questo tipo di interventi, specie perché compiuti a quattro chilometri circa di profondità. Si tratta inoltre di territori sismici, su cui gli interventi geotermici possono avere conseguenze a livello di microsismi, con ricadute negative sul turismo e anche sulla popolazione. La discriminante è rappresentata dalle dimensioni degli impianti”.

Temi ripresi dalla consigliera regionale del M5S Silvia Blasi: “La provincia di Viterbo, per quanto piccola, ospita una concentrazione importante di produzione energetica, con la centrale di Montalto in primis ma anche gli impianti di fotovoltaico sviluppatisi di recente”. In questo quadro, l’irrompere della geotermia inserisce un ulteriore motivo di preoccupazione, “anche se l’obiettivo primario della decarbonizzazione è da perseguire sicuramente, ma nel rispetto delle compatibilità dettate dalla natura dei territori”. “Al 2050 è previsto un 7% di geotermia e il Viterbese per le sue caratteristiche geologiche si presta naturalmente a questo tipo di produzione energetica, ma vanno evitati gli impianti di grandi dimensioni”, ha concluso Blasi.

Con riferimento in particolare al tema della geotermia, l’assessore Alessandri ha detto che “non si può non tenere conto del dato sostanziale delle audizioni, cioè dei contributi che in esse si manifestano, altrimenti verrebbe meno il valore delle medesime. Le questioni poste vanno quindi sintetizzate nel piano, o anche al di fuori di esso”.

Conclusione a cui ha aderito il presidente di commissione Eugenio Patanè, che ha confermato come lo scopo della audizioni “sia appunto quello di migliorare il piano, integrando i diversi interessi, pubblici e anche privati, in gioco sul tema”. Mediazione “al rialzo”, però, in nome dello sviluppo sostenibile, ha aggiunto Patané. Che infine ha dichiarato la sua vicinanza ai sindaci, “i quali esprimono le istanze dei territori nel modo più genuino e quindi hanno la Regione al loro fianco”.