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Nozze tra due donne celebrate da parroco. A Bassano e Sant'Oreste tutti con Don Emanuele

 La sindaca di Sant'Oreste Valentina Pini

Massimiliano Conti
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Sant’Oreste e Bassano Romano si schierano entrambi dalla parte di don Emanuele Moscatelli, il parroco del piccolo comune ai confini con la provincia di Viterbo dimessosi dopo aver celebrato, su delega della sindaca Valentina Pini, un’unione civile tra due donne. Un gesto non gradito dalla diocesi di Civita Castellana, che ha già nominato un sostituto del prete dimissionario.

Alle pendici del Sorattenon si parla d’altro, così come a Bassano, paese del quale don Emanuele è originario e dove vive la sua famiglia. Qui, come a Sant’Oreste, la popolazione ha in gran parte solidarizzato con Moscatelli, mentre il primo cittadino Emanuele Maggi, pur nel rispetto delle disposizioni canoniche, definisce quello compiuto dal sacerdote un “gesto bellissimo.”

Il fatto, salito alla ribalta di tutte le cronache nazionali, risale all’11 luglio scorso, quando don Emanuele, dopo aver chiesto nei giorni precedenti la delega alla sindaca Valentina Pini, ha celebrato un’unione gay tra due donne. Apriti cielo.

“La cerimonia - ha dichiarato la sindaca all’Adnkronos - è avvenuta in Comune. Avendo una certa confidenza col parroco gli ho detto pure di valutare l’opportunità di questa cerimonia. Non so se lo hanno fatto a titolo religioso o per amicizia. Io ho concesso la delega solo nella volontà di non ledere i diritti di nessuno”.

Interpellata dal Corriere di Viterbo, la Pini, anche con il senno di poi, non si è pentita di aver delegato il parroco: “Tornassi indietro, lo rifarei - dice - in quanto è una mia prerogativa, all’interno di uno stato laico qual è l’Italia, delegare qualcuno per celebrare un’unione civile. Non entro nel merito delle scelte della diocesi e non sono informata su chi sarà il successore di don Emanuele”.

Da parte sua, il vescovo, sempre all’Adnkronos, ha chiarito che da parte della diocesi non c’è stata alcuna decisione autoritaria nei confronti di don Emanuele: “Abbiamo dialogato a lungo, non è in corso alcuna censura, ha capito l’inopportunità e ora farà un periodo di riflessione e di verifica”.

“Trovo che quello di Emanuele sia stato un gesto bellissimo e un grande messaggio di amore universale. La Chiesa è chiamata oggi al rinnovamento dei propri dogmi anche se capisco la posizione della diocesi e del vescovo”, è il commento del sindaco di Bassano Emanuele Maggi, che conosce bene la famiglia del parroco e in particolare il fratello architetto. “L’avesse chiesta a me la delega e la fascia tricolore - dice Maggi - mi sarei comportato esattamente come la collega di Sant’Oreste”.