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Viterbo, teschio ritrovato a pochi metri della pista di atterraggio dell'eliambulanza a Belcolle

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E' giallo su un teschio umano ritrovato il 16 luglio a Belcolle, nelle vicinanze della pista di atterraggio dell'eliambulanza. A fare la macabra scoperta è stato un operaio che stava sfalciando l'erba in quel punto. L'uomo ha subito dato l'allarme: sul posto è intervenuta la squadra mobile, che ha avviato le indagini nel più stretto riserbo. Dalla questura nulla trapela e tantomeno dalla direzione Asl. Non si esclude, in base ai pochissimi particolari filtrati, che il teschio possa essere stato abbandonato in quell'area da poco tempo: proprio per via della prossimità con l'elisuperficie e per la vicinanza del pronto soccorso, l'area viene infatti ripulita con frequenza. Qualcuno allora - ma è soltanto un'ipotesi - potrebbe aver approfittato dell'erba cresciuta recentemente per abbandonare il resto umano. Nessun'altra parte di scheletro è stata ritrovata nelle vicinanze, il che sembra escludere che il cranio possa essere appartenuto a qualche vagabondo morto per cause naturali e poi divorato dagli animali selvatici della zona.

Gli inquirenti, come è prassi in questi casi, stanno passando anche in rassegna tutte le persone scomparse negli ultimi anni e non più ritrovate.

Di macabre scoperte analoghe a quella di ieri mattina ce ne sono state peraltro diverse a Viterbo in tempi recenti. Un teschio era stato ritrovato nell'ottobre scorso anche nella centralissima Valle Faul da una 12enne che stava giocando nei paraggi insieme ad alcuni coetanei. Il resto umano era nei pressi del rudere dell'ex chiesa. La ragazzina aveva filmato il ritrovamento pubblicando il video su Instagram. Pochi giorni prima due cercatori di funghi avevano trovato un teschio umano in località Calvario, nei boschi della Palanzana. I carabinieri del reparto scientifico avevano ipotizzato che potesse essere appartenuto a qualche persona scomparsa molti anni prima.