Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Fioterapista 36enne condannato per abusi su bambina disabile

La sentenza: 8 anni di reclusione e risarcimento di 75 mila euro

  • a
  • a
  • a

E’ stato condannato a 8 anni di reclusione e a un risarcimento di 75 mila euro il fisioterapista tarquiniese, 36enne, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una bambina disabile di 9 anni. Nel corso dell’udienza di ieri il perito del Tribunale e i consulenti delle parti, nominati a febbraio per svolgere accertamenti psichiatrici sull’imputato, sono stati sentiti in contraddittorio davanti al gup Francesco Rigato. Dalle loro valutazioni è emerso che il 36enne non sarebbe affetto da particolari patologie e che pertanto sarebbe capace di intendere e di volere. Da qui il verdetto del giudice, che lo ha condannato a 8 anni di carcere, stabilendo una provvisionale di 75 mila euro per la famiglia, parte civile al processo, rappresentata dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta. 
“Nonostante sia stato un processo molto delicato e doloroso per tutte le parti, siamo soddisfatti – spiegano i legali del giovane, Claudia Trippanera e Lorenzo Lepri - per aver ottenuto una pena che riteniamo giusta nel caso di specie. E’ stata una vicenda processuale complessa considerando tutti gli interessi coinvolti.”
I due avvocati hanno precisato che tutte le sentenze devono essere rispettate, ma si riservano di valutare ulteriori decisioni solo dopo che il giudice avrà depositato le motivazioni della sentenza. 
Il fisioterapista tarquiniese finì in manette nel settembre dello scorso anno con l’accusa di abusi continuati sulla bambina disabile residente in un comune del Viterbese. Le indagini svolte dalla squadra mobile di Viterbo, e coordinate dal procuratore capo Paolo Auriemma e dal sostituto Eliana Dolce, scattarono a seguito della denuncia sporta dai genitori della bambina e la procura ottenne dal gip Savina Poli la misura della custodia cautelare in carcere per l’uomo.
Il fisioterapista era un dipendente della sede distaccata di Santa Marinella dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e lavorava a domicilio privatamente.
Secondo gli investigatori, gli abusi sarebbero iniziati nei primi giorni del settembre 2019, proprio durante le terapie domiciliari. Il giovane venne colto quasi sul fatto dai genitori della piccola, che lo querelarono immediatamente. Pochi giorni dopo, quando si diffuse la notizia dell’arresto e dell’indagine in corso a suo carico, l’azienda ospedaliera decise di sospendere il fisioterapista dall’incarico.