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Omicidio Fedeli, in aula scontro sulle ferite alla mano dell'omicida

La famiglia della vittima: "Nessuna aggressione dal commerciante". La difesa: "Si è difeso"

Valeria Terranova
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Ripreso il processo a Michael Aaron Pang, 23enne statunitense, reo confesso dell’omicidio del commerciante Norveo Fedeli, 74enne, massacrato a colpi di sgabello il 3 maggio del 2019 nella sua jeanseria, in pieno centro a Viterbo. E’ ancora battaglia sulla dinamica dell’omicidio. Martedì 30 giugno l’udienza in corte d’Assise, presieduta dal giudice Silvia Mattei, è iniziata con la deposizione del perito nominato dal tribunale, Giancarlo Carbone, che si è occupato di effettuare la perizia medico-legale volta ad accertare la natura delle lesioni riscontrate sui polpastrelli delle mani e sul torace dell’omicida. Il medico, inoltre, ha riferito che il ragazzo è stato sottoposto a cure psichiatriche all’età di 7 anni, a seguito del divorzio dei genitori e gli sono stati somministrati psicofarmaci che in Italia non sono consentiti ed è difficile stabilire se ciò abbia potuto influire sulla sua salute mentale.

Nel corso dell’udienza è stato ascoltato sulle lesioni anche il dottor Alessandro Pinnavalia, consulente dei familiari della vittima, costituitisi parte civile al processo e rappresentati dall’avvocato Fausto Barili. In particolare, il consulente ha ipotizzato che con molta probabilità le lesioni al pollice della mano destra dell’imputato fossero preesistenti e che si siano riaperte a seguito di una leggera pressione.

Gli avvocati difensori del reo confesso, Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi, hanno contestato le ricostruzioni dei due esperti, portando in aula uno sgabello uguale a quello utilizzato dall’omicida per uccidere il negoziante, un piccolo sgabello bianco di Ikea. I legali si sono concentrati sulla dinamica e sulla genesi delle ferite per avvalorare la tesi difensiva, secondo la quale Michael Aaron Pang, pur avendo confessato l’omicidio, ha sempre sostenuto di aver reagito a un’aggressione da parte del commerciante viterbese. L’esame dell’imputato è previsto per la prossima udienza, che è già stata fissata al 13 luglio, durante la quale verranno sentiti altri testimoni e un consulente della difesa. Slitta ancora, invece, la testimonianza della madre del 23enne, residente negli Usa, a causa delle restrizioni per Covid-19 e il blocco totale dei viaggi aerei verso l’Europa.