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Fitofarmaci utilizzati a due passi dall'ospedale di Belcolle

Simone Lupino
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Trattamenti fitosanitari nei terreni agricoli confinanti con l’ospedale di Belcolle, dove sono spuntate delle piantagioni di nocciole, non lontano, tra l’altro, dalla palazzina che ospita il reparto di malattie infettive, dove vengono curati i pazienti Covid con gravi difficoltà respiratorie, e il reparto di oncologia.  Le fotografie scattate mercoledì mattina sembrano mostrare una scena in cui ci si imbatte spesso quando si attraversano le strade della provincia, ma che nessuno immaginerebbe di trovarsi davanti affacciandosi alla finestra di un ospedale: un trattore che spruzza sostanze in lungo e largo, circondato dalla classica “nube” di particelle sospese nell’aria. Vapori che per numerose variabili, come il vento o la potenza del macchinario utilizzato, possono disperdersi anche a centinaia di metri di distanza rispetto al punto iniziale in cui sono stati distribuiti. Da qui la preoccupazione di molti cittadini per gli effetti che questi prodotti hanno sulla salute dell’uomo quando vengono inalati. Il fatto che tutto ciò possa avvenire a due passi dal luogo dove le persone vengono curate, sta suscitando in queste ore indignazione. “Uno schiaffo a salute e norme. E’ intollerabile”, dice Bengasi Battisti, medico a Belcolle, commentando quanto da lui stesso immortalato.