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Stop agli impianti fotovoltaici, la società: "Persi oltre mille posti di lavoro"

Stefano Mattei
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Il Consiglio dei ministri ha deciso di accogliere l’opposizione del ministero per i beni e le attività culturali, bloccando la costruzione dei due grandi impianti fotovoltaici a terra di Pian di Vico a Tuscania e Campomorto a Montalto, i quali, con un’estensione di 260 e 118 ettari, dovevano diventare i più grandi d’Italia e tra i maggiori in Europa. “Io e gli investitori che rappresento abbiamo semplicemente seguito delle leggi - commenta Raffaello Giacchetti, amministratore unico della società costruttrice (Dcs srl, ndr) - la n° 387 del 2003 e il Decreto ministeriale del 2010 che sono le linee guida nazionali. Non esiste una norma sulle dimensioni massime. La Regione ha dato l’onere ai Comuni di individuare le aree dove destinare un 3% del proprio territorio alla costruzione di impianti per le energie rinnovabili. Tuscania e Montalto in Consiglio comunale hanno deciso l’area, ma in Conferenza dei servizi la Sovrintendenza ha espresso parere negativo. Gli impianti sui campi a destinazione agricola, secondo loro, potevano rovinare il paesaggio. Non volevamo vie preferenziali, ma semplicemente agire rispettando le leggi - conclude Giacchetti -, ma se vengono cambiate all’ultimo momento resta l’amarezza. Solo questi due impianti avrebbero dato lavoro a più di mille persone, senza contare gli introiti per le ditte locali, i ristoranti e gli alberghi in un periodo dove l’economia non è certo florida. Non so ancora se faremo ricorsi, ma certamente i fondi di investimento che volevano spendere 250 milioni di euro in Italia decideranno di andare altrove, tipo in Spagna, dove il diritto viene rispettato”.