Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Omicidio centro accoglienza di Orte. Imade Robinson: "Mi sono difeso". Confermato il carcere

 Eugene Moses, la vittima dell'omicidio avvenuto nel centro di accoglienza di Orte

La testimonianza: "L'ho accoltellato per difendermi"

Alessandro Quami
  • a
  • a
  • a

Rimane in carcere Imade Robinson, il 22enne nigeriano che ha ucciso con una coltellata il connazionale Eugene Moses, richiedente asilo come lui e sempre come lui ospite presso il Centro di accoglienza Carpe Diem di Orte. Il gip Rita Cialoni lo aveva interrogato mercoledì pomeriggio, ieri è arrivata la decisione di non liberarlo.

Durante le due ore e mezza di udienza di convalida dell’arresto, svolta in videoconferenza, il giovane ha negato di aver voluto uccidere intenzionalmente il connazionale 35enne: “Ho tentato di difendermi”, ha detto, replicando la versione già fornita al pubblico ministero Franco Pacifici subito dopo essere stato arrestato dai carabinieri.

Erano le 21 di domenica scorsa, quando per futili motivi i due hanno dato vita a una lite conclusasi con la coltellata mortale. Moses da qualche tempo non aveva buoni rapporti con Robinson. “La vittima faceva spesso uso di alcol – commenta l’avvocato Giuliano Migliorati, che difende il 21enne – e il mio assistito un giorno, davanti a tutti, gli aveva detto di bere con moderazione. Essendo più anziano di 14 anni, Moses si era legato al dito quel rimprovero. Da allora lo aveva preso di mira, minacciandolo anche in modo pesante”. Addirittura, sembra che avesse telefonato in Nigeria per farsi spiegare come eseguire dei riti voodoo nei confronti di colui che poi si rivelerà il suo assassino.