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Viterbo, condannati per usura bancario e immobiliarista: undici anni in due

Sei anni e sette mesi a Daniele Califano e quattro anni e quattro mesi ad Antonio Pasquini

Valeria Terranova
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Viterbo, condannati per usura bancario e immobiliarista: undici anni in due

Condannati Daniele Califano, immobiliarista, e Antonio Pasquini, ex bancario, rispettivamente a 6 anni e 7 mesi e 4 anni e 4 mesi. Secondo gli investigatori Antonio Pasquini, attraverso il suo lavoro in banca, avrebbe attirato in una spirale di usura alcuni imprenditori in difficoltà economiche per poi metterli in contatto con Daniele Califano.

Era il 2013 quando scatto l’operazione “Senza Tregua” della squadra mobile della polizia, grazie alla denuncia di un’imprenditrice viterbese, che, gravata dai debiti, si era rivolta a Daniele Califano ritrovandosi a pagare interessi con un tasso quasi del 200 per cento, su base annua, nonostante un prestito di poche migliaia di euro.

Gli inquirenti riuscirono a risalire anche ad altre vittime dopo mesi di intercettazioni e attraverso lo studio di una mole consistente di documenti e cambiali in bianco ritrovati e acquisiti nel corso di un maxi blitz della polizia e degli agenti della sezione reati contro il patrimonio. Gli imprenditori finiti nel mirino dei due vennero costretti a rinegoziare gli importi da pagare sotto continue minacce.

In tutto 5 le vittime costituitesi parti civili, tra cui un imprenditore viterbese a cui riuscirono a sottrarre anche delle proprietà e che fu costretto a scappare con la famiglia per sfuggire ai creditori.

Antonio Pasquini, ex funzionario del Banco di Brescia, e Daniele Califano, immobiliarista, all’epoca già in carcere, vennero accusati di usura aggravata, estorsione, tentata estorsione ed esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria. A distanza di sette anni, è arrivata la sentenza.