Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Lunghe file, interminabili attese: servizio scadente al pronto soccorso

Esplora:
default_image

Andrea Niccolini
  • a
  • a
  • a

La situazione del pronto soccorso di Belcolle è sotto gli occhi di tutti. Non passa giorno che non giungano segnalazioni di disservizi, lunghe file e snervanti attese con tanto di scenate, liti e qualche volta urla nei corridoi. Si sa: manca il personale. Soprattutto infermieri, ma anche medici. E' il caso, secondo la denuncia di un cittadino inviata ai mezzi di comunicazione, degli oculisti e degli otorini, che di notte risulterebbero irreperibili. Racconta questo paziente che venerdì ha avuto un problema proprio agli occhi e, “dopo essere stato in sala d'attesa dall'una e mezza fin quasi le cinque del mattino senza che nessuno si venisse ad accertare del mio stato di salute e senza che nessuno mi visitasse, sono stato rimandato a casa con l'invito di ripresentarmi dopo qualche ora perché l'oculista era assente”. “Stesso problema - aggiunge - era accaduto con mia moglie tempo fa per l'otorino. E' vergognoso non avere queste figure professionali durante il turno notturno”. Nel frattempo tiene banco anche l'allungamento delle liste d'attesa. Il segretario della Cisl, Fortunato Mannino, chiede al riguardo interventi immediati, dal momento che che così o si incentiva “la fuga dei pazienti in altri ospedali o si costringono i cittadini a pagare per un problema di salute”. “Dai dati aggiornati a questi ultimi giorni - ha dichiarato Mannino - emerge che poco o nulla è stato fatto per abbattere le liste d'attesa. Bisogna aspettare un anno per una colonscopia, un'ecografia o una mammografia. Stesso discorso per la gastroscopia e le ecografie generiche a tiroide, collo e braccio.Non è possibile che si debba attendere tanto per accertamenti su cui è necessario avere un esito immediato”. Mannino salva il direttore generale della Asl Daniela Donetti, “che si è impegnata a fronte delle nostre richieste”, ma il percorso da fare è ancora molto lungo: “La Asl e la Regione devono impegnarsi per trovare soluzioni che possano abbattere definitivamente le liste di attesa, magari diminuendo, se non azzerando, le ore di intra moenia, per far sì che i cittadini tornino ad avere fiducia nella sanità, anche perché, nel Lazio, si continua a pagare un'addizionale tra le più alte del Paese. Non vorremmo dunque che vengano richiesti altri soldi ai contribuenti. Ci appelliamo ai nostri consiglieri regionali, che tanto fanno per il territorio, affinché possano premere sull'acceleratore e mettere un punto definitivo a questa vicenda”.