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Trasporto, sui facchini pesa l'incognita dell'umidità

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Eleonora Sarri
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Sul Trasporto c'è l'incognita dell'umidità e così si pensa a come alleviare, nel tratto che va da piazza della Repubblica a piazza del Teatro, lo sforzo dei facchini. Uno sforzo supplementare, che, quest'anno, avrà la funzione di solennizzare, con la ulteriore prova dei facchini, l'ingresso del Trasporto della Macchina tra i beni immateriali dell'Unesco. Il percorso, quest'anno, si allunga di quattrocento metri in più. Dunque, non più milleduecento, ma milleseicento metri. Il tratto che va da piazza della Repubblica a via Marconi (5,24 metri di dislivello) è una salita: duecento metri di salita. E questo, per i facchini, è un rischio. Perchè, lì, al di là della pendenza, conta il prolungarsi dello sforzo. Per questo, da parte dello staff medico, sono state fatte fare, ai facchini, ben quattro prove sotto sforzo. Per misurare, appunto, la resistenza del loro cuore a uno sforzo prolungato. Queste stesse prove, però, per quanto superate, potrebbero non mettere tutti i facchini al riparo da sorprese. Per questo, lo staff monitorerà, con frequenza inedita, le condizioni dei facchini durante le pause del Trasporto. Altra incognita - che, nel tratto di via Marconi, potrebbe essere decisiva - è quella legata all'umidità. Questa, infatti, se il tasso dovesse superare una certa soglia, rischierebbe di incidere in modo assai gravoso sulla resistenza dei facchini. Il fiato, il passo, potrebbero risentirne oltremisura. Ecco perchè, com'è noto, il capofacchino Sandro Rossi ha, ai suoi, chiesto il massimo dell'autodisciplina.