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Turismo, persi 400 posti

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Federico Sciurpa
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Si fa presto a dire tassa di soggiorno, e a parlare di città turistica. Perché, se i numeri non sono un'opinione, la crisi nel capoluogo e nella Tuscia non risparmia nemmeno quello che dovrebbe essere, in mancanza di altro, il settore economico trainante. Il turismo appunto. I numeri li dà il segretario della Fisascat Cisl Fortunato Mannino e, manco a dirlo, sono allarmanti. I posti stagionali persi nel comparto sono 400: “Un gran brutto segnale - commenta il sindacalista - perché significa che la nostra economia non sta solo ristagnando. Si sta accartocciando”. Eppure da un'indagine svolta dalla stessa Cisl è emerso che i prezzi degli alberghi e dei ristoranti del litorale sono a tutt'oggi quelli pre-crisi. Come se gli operatori, fa notare Mannino, non si fossero ancora accorti che la gente di soldi da spendere non ne ha più: “Vuoi per le condizioni climatiche, vuoi perché i cittadini hanno sempre meno soldi per arrivare a fine mese, tanto che smettono di curare la propria salute; vuoi per il boom della cassintegrazione in deroga, che è il termometro dell'andamento economico della nostra provincia”, fatto sta che il turismo “non sta dando quella spinta all'economia che tutti si aspettavano”. Prezzi più abbordabili sono quelli dei campeggi, che non a caso sono quasi al completo, soprattutto sui laghi dove il turismo parla soprattutto tedesco, francese e olandese. “Trattandosi di un settore così importante per la nostra economia e per l'occupazione - conclude Mannino - questi dati devono far riflettere i nostri operatori economici. Bisogna attuare delle politiche di rilancio che passano attraverso il contenimento dei prezzi offrendo pacchetti turistici a misura di famiglia, e nel contempo gli amministratori devono aiutare attraverso sgravi o agevolazioni chi attua queste politiche”.