Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

"Difendiamo i nostri figli riporta Vetralla al Medioevo"

Evandro Ceccarelli
  • a
  • a
  • a

Riceviamo e pubblichiamo - L'iniziativa organizzata questo martedì dal titolo "Difendiamo i nostri figli" riporta Vetralla direttamente al Medioevo. L'incontro si profila come un'adunata in vista della manifestazione del 20 giugno a Roma, dalla quale la stessa Cei ha preso le distanze, che difenderebbe un'idea purista e ipocrita del concetto di famiglia, scagliandosi contro una necessaria educazione all'affettività nelle nostre scuole e mistificando quella che vuole essere un'educazione ai sentimenti e all'amore come un'educazione alla devianza e alla depravazione. In Italia ogni anno assistiamo a terribili atti di bullismo nelle scuole ai danni di chi ambisce ad esprimere liberamente la propria identità di genere, aumentano i suicidi di ragazzi e ragazze che non si sentono a proprio agio con un'educazione di stampo patriarcale e maschilista in cui la figura di uomo e di donna sono relegate a doveri stabiliti dal costume di una società, quella italiana, che non sta al passo con la modernità e con le leggi europee, e soprattutto non tutela la libertà delle persone. Anzi, non tutela la libertà più importante delle persone, quella di essere sè stessi e potere amare chi si vuole. L'omosessualità a Vetralla sembra ancora essere un taboo, così come il sesso, tema da nascondere evidentemente dentro le stanze delle "famiglie", dove purtroppo, in Italia, all'interno di quelle mura domestiche avvengono il 75% delle violenze sulle donne. I dati ci indicano che un'educazione all'affettività nelle nostre scuole e per i nostri figli non solo è utile, ma indispensabile, perché ognuno possa, crescendo, imparare che il sesso non è né un'arma né un modo per esprimere al meglio la propria virilità e la propria forza, ma un atto d'amore e di incontro, uno strumento di conoscenza tra chiunque si ami. La religione in tutto questo non c'entra assolutamente nulla, siamo ormai da tempo uno Stato laico e per chi frequenta una scuola pubblica gli è data la possibilità di frequentare o meno l'ora di religione, né c'entra nulla il dialogo interreligioso, che piuttosto sarebbe bene si confrontasse su temi quali la pace, l'integrazione, l'accoglienza, come suggerisce il nostro Santo Padre. Anch'io sento la grande responsabilità e ambizione di difendere tutti i figli e le figlie non solo di Vetralla, ma tutti i bambini e le bambine di questo Paese. E vorrei difenderli dall'ipocrisia, dal "pensiero unico", da assurde interpretazioni di dottrine, che possano limitarne la loro libertà. Giulia Ragonese Assemblea nazionale Sinistra Ecologia Libertà