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Le intercettazioni che hanno incastrato il comandante Cuneo

Paolo Di Basilio
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Processo all'ex comandante dei carabinieri di Tuscania, Massimo Cuneo: sfilano i primi testi dell'accusa. Che parlano delle intercettazioni che hanno dato la spinta alle indagini nei suoi confronti. L'ufficiale - che iera presente in aula davanti al collegio dei giudici (presidente Silvia Mattei, a latere Elisabetta Massini e Giacomo Autizi) - finì agli arresti domiciliari l'11 febbraio 2015. Fu accusato di peculato d'uso, abuso d'ufficio, rivelazione di segreto d'ufficio, truffa e falso in concorso. Questi ultimi due reati con l'imprenditrice Marinella Menichetti (assente in aula), per dei lavori di ristrutturazione nella caserma dei carabinieri di Tuscania, di proprietà del Comune. Ente che, come parte offesa e parte civile, è difesa dall'avvocato Giuseppe Fraticelli sostituito da Luca Paoletti. Cuneo finì al centro delle indagini della procura viterbese dopo le intercettazioni che lo avrebbero visto rivelare ad alcune aziende l'arrivo imminente di controlli e perquisizioni. In aula sono stati sentiti alcuni testimoni del pubblico ministero (Paola Conti e Franco Pacifici). Tra questi, i due militari della guardia di finanza che hanno indagato in qualità di polizia giudiziaria. Uno di loro ha risposto alle domande dei pm. Ha spiegato le modalità delle indagini e i particolari delle intercettazioni. Il finanziere racconta che alle 12,29 del 13 maggio 2014, le intercettazioni hanno come oggetto l'utenza di Fabio Bartolacci (che poi diventò sindaco di Tuscania). Bartolacci parla con una terza persona che gli chiede un incontro: devono risolvere al più presto una questione importante. Un'altra telefonata è delle 12,32, sempre del 13 maggio: si tratta di un'altra conversazione tra Bartolacci e la stessa persona. Il finanziere dice che è una “conversazione importante” ai fini dell'indagine, in quanto “si fa riferimento al comandante Cuneo”. In pratica, la terza persona “riferiva che era stato contattato dal capitano Cuneo. Bisognava assolutamente trovare una soluzione perché era di imminente accadimento un qualcosa che noi operatori non avevamo ancora capito”. Insomma, secondo il testimone Cuneo aveva fatto la soffiata dell'imminente perquisizione alla moglie di un candidato della lista elettorale di Bartolacci. Il finanziere ha proseguito raccontando anche di altre intercettazioni in cui Cuneo chiamava la moglie dicendole di essere nell'auto di servizio, per sbrigare delle questioni private. La prossima udienza è stata fissata al 9 luglio prossimo.