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Bombe d'acqua: ristoratore di Tuscania in ginocchio

Andrea Niccolini
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“Ogni volta che c'è una bomba d'acqua è un incubo. Ora sono economicamente in ginocchio, non chiedo risarcimenti ma che il Comune faccia il suo dovere: intervenire e risolvere una situazione di pericolo reale per le cose ma anche potenzialmente per le persone”. Vincenzo Spinosa, titolare del ristorante “Sette cannelle” di Tuscania è amareggiato. A distanza di quattro anni, quando un'altra tempesta mandò sott'acqua il locale, è di nuovo alle prese con un vero e proprio incubo. Mercoledì scorso un fiume di acqua e fango ha travolto tutta la sua proprietà. Mettendo a rischio il futuro lavorativo di cinque persone che grazie a questo angolo di relax nel cuore di Tuscania tirano avanti le proprie famiglie. Mercoledì la paura è stata tanta. Fuori l'inferno e dai vetri della porta hanno visto salire il livello dell'acqua fino a circa un metro. “Ho pregato che i vetri reggessero ma a un certo punto non ce l'hanno fatta ed è stato un incubo. C'erano clienti che ho messo in sicurezza nella parte più alta del ristorante mentre per tutti gli arredi, i macchinari, la dispensa non c'è stato nulla da fare”, racconta”. Ventimila euro di danni. L'intera spesa fatta per fare fronte al lavoro intenso dei giorni di Ferragosto completamente da buttare. La speranza è di essere ritornati al meglio per l'importante giornata di festa, e di incassi, di oggi. “Il Comune deve capire – continua Spinosa - che non è possibile andare avanti così. Quel punto di via Sette cannelle è pericoloso quando piove intensamente, il livello dell'acqua si alza vertiginosamente e può davvero accadere anche qualcosa di grave per l'incolumità delle persone. Non sono un tecnico e devono capire loro come intervenire ma i tombini oggi esistenti non riescono a reggere. Va montata una griglia lunga, almeno una decina di metri”. Le immagini di come il fiume di acqua e fango ha ridotto il ristorante fanno davvero paura. Tutto è stato travolto e sconvolto. Come la vita di Vincenzo e dei suoi dipendenti. “Se si continua così ogni volta che il cielo diventa scuro dovremo aspettarci il peggio, non è giusto”.