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Sanremo, parla Micocci: "I Dear Jack possono vincere"

Evandro Ceccarelli
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“Sanremo: ai Dear Jack do un bel 7,5". Francesco Micocci, avvocato che si occupa del diritto d'autore e dello spettacolo con la passione della musica e discografico della storica etichetta di famiglia IT (figlio del mitico Vincenzo che ha inventato la parola “cantautore” e scoprì tra gli altri Venditti, De Gregori e Rino Gaetano), parla a 360 gradi di Sanremo, del fenomeno Dear Jack e del panorama musicale italiano. GUARDA tutte le foto dei Dear Jack a Sanremo Micocci, intravede tra gli artisti in gara il nuovo Rino Gaetano? "Artisti e geni musicali come Rino sono una rarità, se parliamo di cantautori e non di interpreti continuano a vendere sempre gli stessi". Se dovessimo dare le pagelle a questo Sanremo, sarebbe promosso o rimandato? "Ho visto molta buona volontà, molte buone voci. Dentro il Festival ci sono molti artisti che vengono dai talent. E' un festival incentrato principalmente sugli interpreti ed un ruolo importante hanno gli autori. La novità è che ci sono diversi rappers, che sono considerati i nuovi cantautori e sarà interessante proprio vedere come riusciranno ad emergere". Domanda d'obbligo sui Dear Jack. Come giudica il loro pezzo e la loro performance? "Loro sono bravissimi. L'esperienza di Amici gli è servita molto, hanno imparato a stare davanti al pubblico. Hanno un successo clamoroso tra i giovani, sono un fenomeno musicale grazie anche alle loro doti. Se la potranno giocare sino alla fine, possono aspirare alle prime tre posizioni". Diamo i voti a questo Sanremo. Carlo Conti? "Un bel 8, ha riportato il festival ad essere nazional popolare". La canzone? "5,5, è un po' latitante". Grazia Di Michele e Platinette? "Un 6 di stima anche sa la canzone non mi entusiasma. Il Volo? "Hanno il pezzo classico sanremese, sono quasi perfetti; voto 8". I Dear Jack? "7,5 molto prossimo all'8". Pronostico sul vincitore? "Se la giocano Il Volo, Nek ed i Dear Jack. Tra le nuove proposte punto sui Kutso, anche se in realtà si chiamano in un altro modo. Hanno portato un pubblico leggermente diverso". Ed un critica al Festival? "Mancano le canzoni rock rivolte ai giovani, anche se Carlo Conti sostiene che non gli sono stati proposti". Perché tutti dicono di non guardare Sanremo poi invece i dati auditel dicono tutt'altro? "In periodi di grande crisi come quello attuale, si esce poco la sera e mettersi davanti alla televisione è come sognare, e la musica aiuta a pensare a qualcosa di positivo tra le mille preoccupazioni quotidiane. Sanremo rappresenta il costume italiano, si può criticare ma resterà sempre una tradizione. E' un bel trampolino di lancio per chi vale". Fabrizio Ercolani