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No all'inceneritore, lettera in Regione

Paolo Di Basilio
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Il Comune invia alla Regione Lazio il dissenso formale all'inceneritore e chiede l'archiviazione del progetto per improcedibilità, in seguito alla decisione del consiglio comunale del 9 agosto, che ha espresso la totale “contrarietà all'apertura di qualsiasi tipo di impianto che comporti l'incenerimento di rifiuti su tutto il territorio di Tarquinia”. Inviata quindi una missiva, entro il termine dei 20 giorni, per la verifica dell'adeguatezza e completezza della documentazione trasmessa; lettera propedeutica al successivo pronunciamento del parere di competenza e di merito. Il Comune di Tarquinia ravvisa “la non conformità di quanto stabilito per quanto riguarda la chiusura dei termini nei 20 giorni e denuncia la scarsa collaborazione tra le pubbliche amministrazioni, in quanto non permette l'esercizio delle funzioni amministrative in relazione ad una serie di fattori/aspetti del caso in esame, stante la complessità del progetto”. Secondo il Comune è gravissimo che il termine ricada “ proprio in un periodo particolare a cavallo del Ferragosto - si legge nella nota -, quando si presentano più difficoltà per garantire il diritto di ferie ai dipendenti. La Regione Lazio, inoltre, non ha ritenuto opportuno comunicare tempestivamente i documenti del progetto al Comune al momento della presentazione della richiesta avvenuta il 17 giugno 2019, anche in via preliminare”. Quindi: “Il Comune esprime dubbi sulla procedura e la documentazione”. Infine, secondo il Comune mancherebbe “l'approvazione dei Piani particolareggiati o Piani di lottizzazione”. E anche l'attestazione dell'inesistenza dei gravami di uso civico: “questione liquidata - dichiara - con una semplice autocertificazione e non con un'idonea attestazione rilasciata dal perito demaniale iscritto all'Albo regionale”.