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Oncologia rischia la chiusura

Paolo Di Basilio
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Ospedale, in città si grida alla vergogna.  Ancora una volta passa in secondo piano il diritto del paziente, ma la città non ci sta: partono le raccolte firme, le interrogazioni a tutti i livelli politici, per fermare l'agonia decennale della struttura ospedaliera locale, di nuovo a rischio. Un ospedale, si ricorda, nato da una sottoscrizione economica dei tarquiniesi, che oggi si vuole far morire. Infatti, l'ambulatorio di Oncologia chiude i battenti ad agosto e al momento, non ci sono rassicurazioni per il proseguimento delle cure ai pazienti a settembre. La cosa si fa seria per i malati oncologici che devono andare a Viterbo per le cure: in primo luogo cambiare medico per un malato seguito da dottori di fiducia è già un trauma, anche perché i dottori e il personale infermieristico tarquiniese risultano essere non solo grandi professionisti, ma di un'umanità e un'attenzione per il malato straordinarie; secondo, viaggiare per chi è in condizioni gravi è una tortura, senza contare il disagio dei familiari, costretti a prendere permessi dal lavoro. Per Ortopedia, dopo la morte del dottor Calzetti, il dottor Selvaggini e i suoi colleghi stanno facendo miracoli. Manca il personale non la professionalità. La novità della chiusura ‘momentanea' dell'ambulatorio di Oncologia fa indignare tutti i cittadini al di là della politica, ma due di questi, Alessandro Sacripanti (consigliere dell'Agraria) e il dottor Alberto Riglietti (Fratelli d'Italia Tarquinia), scendono in campo manifestando il loro dissenso. Riglietti, consigliere comunale, ne farà partecipe il consiglio comunale: “Manifestiamo preoccupazione per la chiusura temporanea dell'ambulatorio oncologico dell'ospedale di Tarquinia, anche a seguito di una raccolta firme di numerosi pazienti in cura presso il nosocomio locale – riferiscono -. Infatti dopo la comunicazione della chiusura per tutto il mese di agosto, i pazienti per fare le cure dovranno recarsi all'ospedale Belcolle di Viterbo con tutti i disagi che possono essere immaginati. Ma quello che più ci preoccupa è che potrebbe essere chiuso definitivamente”. Un gruppo di pazienti in cura presso l'ambulatorio di Oncologia dell'ospedale di Tarquinia, infatti, nei giorni scorsi ha protocollato una lettera ai dirigenti sanitari Asl per chiedere chiarimenti e soprattutto per segnalare che durante questa chiusura estiva, l'ambulatorio rimarrebbe comunque aperto e potrebbe continuare ad effettuare le terapie nei giorni di martedì e venerdì. "Quello che chiediamo - aggiungono Riglietti e Sacripanti - è fare in modo di poter eseguire le terapie in queste due giornate e dare respiro a chi dovrebbe fare viaggi fino al capoluogo. Abbiamo saputo che a seguito della lettera protocollata alla Asl con la raccolta firme non é arrivata ancora nessuna risposta, e questo ci preoccupa perché sarebbe l'ennesimo smacco se l'ambulatorio oncologico del nostro ospedale venisse chiuso definitivamente. Nel frattempo abbiamo informato della situazione il deputato Mauro Rotelli; i consiglieri regionali Pirozzi e Colosimo (Commissione Sanità) e il coordinatore provinciale di FdI Massimo Giampieri che si stanno interessando della situazione”.