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Vittorio Sgarbi dice sì allo stadio da 15 mila posti a Sutri. Capponi: "Ci giocherà il Monterosi"

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Il Monterosi si prepara all'esordio tra i professionisti della serie C con un progetto ambizioso. un nuovo stadio da 15 mila posti che dovrebbe sorgere a Sutri. Il sindaco Vittorio Sgarbi, stando a quanto riferito dal presidente della società biancorossa Luciano Capponi all'AdnKronos. "La squadra prenderà il nome di Monterosi Tuscia football club, perché da sempre lavoro sul territorio, e l’idea è quella di unire le società della Tuscia in un’unica squadra, con un grande progetto, quello di cominciare a costruire un grande centro sportivo a Sutri, con l’approvazione di Vittorio Sgarbi, con uno stadio inizialmente da 15mila posti per arrivare in Serie A". Il club biancorosso ha stravinto l’ultimo campionato di Serie D trascinando il piccolissimo paese del viterbese in una nuova dimensione anche grazie al lavoro del direttore generale Fabrizio Lucchesi. 

 

✍ | Ecco lo staff di mister D'Antoni Leggi la news https://bit.ly/3B0KgDK #monterosifc #benvenuti #bentornati

Pubblicato da Monterosi FC su Martedì 13 luglio 2021

 

C’è però ora da affrontare un campionato di Serie C. "Le neo promosse possono aprire le contrattazioni solo il 9 luglio, mentre le altre prima, si parte con l’handicap, ma faremo del nostro meglio. Io non sono entrato nel calcio per la visibilità o per il business. Io sono un autore e regista, sono da 50 anni nel cinema, radio e Tv, e scrivo favole. Trovando un campo di pozzolana in terza categoria mi ricordai che amavo il pallone, così diventò un campo in erba, e da allora è iniziata questa grande avventura". Quello di Capponi si potrebbe definire il trionfo della programmazione tecnica ma soprattutto societaria, con la voglia di fare qualcosa per cambiare il calcio in meglio. "Sono contento per questa società, finalmente potrò portare in Lega le mie idee, per cercare di migliorare il movimento. Questa piramide di miliardi che scivolano e si fermano non va bene. Si potrebbero far arrivare fino alle scuole calcio", spiega Capponi che ripercorrendo la sua avventura poi aggiunge: "Non si diventa presidenti in un minuto, ho compreso che la cosa più importante era lo spogliatoio, con le prime donne non si va da nessuna parte, ed ho assemblato una buona squadra, di amici, che ci ha dato la forza più importante: unità e compattezza. Io ho amato lavorare per la scuola calcio, sono un pò una anomalia nelle realtà pallonara. Ho un concetto etico dell’esistenza, dell’educazione, della fratellanza. Ho sempre amato quello che nel calcio è disatteso: insegnare ai bambini che se diventano importanti non devono dimenticare di avere un ruolo di esempio".

 

 

Tra le molteplici attività di Capponi c’è il progetto No Fair-No Play, nato dalla collaborazione con Nevio Scala e Gianfranco Zola. L’idea è insegnare alle nuove generazioni a giocare con rispetto e leggerezza, onore e amicizia. Da qui nasce la Onlus e i nuovi progetti ad essa collegati. "Il No fair-No play è un progetto molto importante con il quale abbiamo realizzato tantissime partite di reale beneficenza e continueremo a portarlo avanti", conclude Capponi.