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Lazio, caos tamponi. L'avvocato del club biancoceleste: "Siamo parte lesa".

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Lazio, caos tamponi. L'avvocato del club biancoceleste: "Siamo parte lesa".
Continua a tenere banco in casa Lazio la questione legata alle inchieste della Procura Federale e della Procura di Avellino sul caos tamponi. Al centro  di tutto gli esami svolti dal centro "Futura Diagnostica" di Avellino e in particolare quelli alla vigilia della partita della Juventus che avevano dato esito negativo per tutto il gruppo squadra. Poi Leiva, Strakosha e Immobile sono stati bloccati dalla Asl che ha imposto la quarantena visto che gli esami svolti al Campus Biomedico di Roma avevano dato un altro esito.
Ma sul fatto sono aperte due indagini. Giovedì 12 novembre la Procura Federale dovrebbe ascoltare il medico della Lazio Ivo Pulcini (l'audizione di lunedì è saltata per motivi di salute). La giustizia ordinaria intanto sta facendo il suo corso: la Procura di Avellino ha fatto sequestrare i tamponi analizzati ad Avellino per farli riprocessare.
Ma il legale della Lazio, l'avvocato Gian Michele Gentile, cerca di tenere lontana la Lazio dall'inchiesta. Queste le sue parole durante un collegamento a Radio Incontro Olympia: "La Lazio con l'inchiesta penale e con ciò che accade ad Avellino non c’entra nulla e semmai sarà parte offesa. Il processo, se mai ci sarà, riguarda un imprenditore di Avellino ed eventuali problemi che potrà avere con la Procura di Avellino. Se per caso dovesse venire fuori qualche tampone refertato in modo sbagliato, la Lazio e i suoi giocatori sarebbero parte lesa. Come si fa a pensare che volutamente si manda in campo un giocatore positivo? Mi infetta tutta la squadra? Così la domenica dopo avrò 11 giocatori che non possono giocare?".