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Roma Amarcord, lancio di Di Bartolomei e colpo di testa di Pruzzo: 37 anni anni fa il secondo scudetto

Paolo Di Basilio
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Roma Amarcord, lancio di Di Bartolomei e colpo di testa di Pruzzo: 37 anni anni fa il secondo scudetto. Otto maggio 1983, una data scolpita nella storia della Roma. Quel giorno, per dirla con le parole dell'ingegner Dino Viola, consentì al popolo giallorosso di "allontanare allontanare un incubo e di uscire dalla prigionia di un sogno". Quel giorno la Roma vinse il suo secondo scudetto a 41 anni dal primo conquistato nel 1942. La grande festa per il titolo fu a Marassi, a Genova, che quel giorno era stracolmo di tifosi giallorossi. La partita perfetta. Niente poteva andare storto. Penultima giornata di campionato: alla Roma serviva un punto per laurearsi campione d'Italia, al Genoa di Gigi Simoni un pari per salvarsi. La Roma parte al trotto con il tipico possesso palla voluto dal barone Niels Liedholm. Al 19' sugli sviluppi di un calcio d'angolo Di Bartolomei pennella un cross in aria, testa di Pruzzo. Gol. Proprio lui il bomber di Crociefieschi cresciuto in quello stadio. Ma prima dell'intervallo sarà Fiorini a pareggiare. La ripresa sarà una grande unica attesa per la doppia festa: quella, grandissima, della Roma per lo scudetto e quella del Genoa per la salvezza (guarda il video). Quando l'arbitro D'Elia fischiò la fine la gioia dei tifosi si materializzò con una festosa invasione di campo. Liedholm fu travolto da bandiere giallorosse, sciarpe, tifosi, sconosciuti che lo abbracciavano in lacrime. "Boni, boni", provò a dire al microfono Galeazzi che tentò una prima intervista a caldo. Il Barone fu portato in trionfo dai tifosi, mentre lo storico massaggiatore Giorgio Rossi cercava di riportare ad uno ad uno gli eroi del secondo scudetto nello spogliatoio. E lì, nel cuore del Luigi Ferraris, scoppiò la festa (guarda il video). Filmati che i romanisti conoscono a memoria e che sono diventati cult dopo l'avvento di YouTube: Nela con la sigaretta e l'asciugamano, Bruno Conti in canotta e mutande,  Pato, l'amico di Falcao, che abbraccia Ancellotti, Di Bartolomei in accappatoio e Falcao che ricorda che quello scudetto è stato al 67% dei tifosi. Le parole di Dino Viola, nella sua eleganza, sintetizzarono tutto. L'attesa di 41 anni, l'ansia, l'inseguimento, la lotta con le squadre del Nord: "Questo scudetto consente ai tifosi romanisti di allontanare un incubo e di uscire dalla prigionia di un sogno".