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Federico Fashion Style multato dalla polizia locale dopo denuncia Codancons: "Prezzi poco trasparenti"

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Federico Fashion Style multato dalla polizia locale dopo denuncia Codancons: "Prezzi poco trasparenti"

L’associazione dei consumatori ha fatto multare il salone di bellezza "Federico Fashion Style" che fa capo al noto parrucchiere delle star Federico Lauri, diventato famoso anche grazie a un programma televisivo su Real Time. Tutto è partito da un esposto del Condacons presentato nelle scorse settimane alla polizia locale di Roma Capitale nel quale si chiedevano accertamenti sui prezzi praticati nei saloni.

Nello specifico chiedeva ai Vigili Urbani di "attivarsi tempestivamente per adottare tutti gli atti necessari alla verifica dello stato dei luoghi in ogni esercizio commerciale facente capo a Federico Lauri - spiegano dall’associazione in una nota - e verificare se gli obblighi informativi e di trasparenza vengano rispettati; se, in caso di vari trattamenti, venga preventivamente composto un preventivo per rendere edotto il consumatore non solo sulle caratteristiche del prodotto ma anche sul costo complessivo del servizio".

Nei giorni scorsi dunque la Polizia Locale di  Roma Capitale ha svolto un sopralluogo nel salone all’interno della Rinascente in via del Tritone, "accertando - specificano dal Codacons - l’assenza di trasparenza nell’indicazione dei prezzi praticati al pubblico e provvedendo a elevare una sanzione amministrativa nei confronti del locale. Per quanto riguarda la pubblicità dei prezzi, sia quelli indicati sul listino posto sul bancone, sia quelli indicati su internet, appare poco chiara, in quanto su tutte le prestazioni viene riportata la dicitura ’dà, motivo per cui si è provveduto a sanzionare si sensi di legge". "Ora il salone di bellezza dovrà pagare, grazie alla nostra denuncia - concludono - una sanzione amministrativa di 1.032 euro sulla base del Decreto legislativo n. 114/98. Un importante successo per l’associazione che da tempo ha avviato una battaglia contro quegli influencer che sfruttano la propria popolarità a scopo commerciale, non sempre garantendo correttezza e trasparenza a follower e utenti"