Presunta manomissione del bilancio, esposto in Procura

VITERBO

Presunta manomissione del bilancio, esposto in Procura

15.04.2019 - 18:29

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Sottoscritto sabato da 5 consiglieri di minoranza, sarà presentato  in Procura e in Prefettura l’annunciato esposto contro le presunte manomissioni del bilancio, di cui stamattina ricomincia la discussione in Consiglio comunale. In calce le firme dei rappresentati di Viterbo 2020 (Chiara Frontini, Letizia Chiatti, Patrizia Notaristefano, Alfonso Antoniozzi) e Viva Viterbo (Giacomo Barelli).
L’abbiamo detto e l’abbiamo fatto”, commenta tranchant Chiara Frontini, lasciando peraltro intendere che si potrebbe trattare solo della prima di una serie di altre denunce finalizzate “a far luce sui tanti aspetti poco chiari di questo documento di previsione”. L’esposto sarà inoltrato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
Tutto ruota attorno al piano delle alienazioni di alcuni immobili, per un valore di oltre quattro milioni, laddove, come si è scoperto durante la discussione in aula, era stata inserita (per sbaglio si è poi giustificata l’amministrazione) la ex chiesa della Pace in cui i facchini di Santa Rosa si riuniscono in assemblea ed effettuano le prove di portata. Soprattutto, è finita sotto la lente dell’opposizione la correzione a penna riportata accanto alla voce (da 19 a 319 mila euro).
Convinti che possa essersi trattato di un errore degli uffici, nessuno degli altri consiglieri di minoranza ha voluto firmare l’esposto, poiché, notano ad esempio in casa Pd, si rischia di mettere nei guai i dirigenti e i funzionari piuttosto che la classe politica che si muove dietro di loro e che, nella sostanza, dovrebbe invece essere l’unica a rispondere del caos che regna a Palazzo dei Priori.
Intanto, stamattina riprende con l’illustrazione degli emendamenti la maratona per giungere all’approvazione del bilancio entro il 22 come imposto dal prefetto. Il sindaco, viste le difficoltà a trovare un accordo con l’opposizione, in particolare con il M5S che ne ha presentati 7106, non esclude di andare avanti ad oltranza, fatta salva una pausa la domenica di Pasqua, fino alla sera di Pasquetta. Alle 22 del 22 infatti scatterebbe la cosiddetta “tagliola”. Si procederebbe cioè al voto finale indipendentemente dagli emendamenti ancora da trattare.
Molti in maggioranza sperano che il grillino Massimo Erbetti, a cui spetterà da domani il compito di leggere una per una le sue 7106 osservazioni, venga sopraffatto dalla fatica tra mercoledì e giovedì, aiutato in ciò da una qualche forma di accordo su qualche tema specifico. Ma che le cose vadano così è tutto da vedere.

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