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Vittorio Sgarbi prosciolto. La rabbia dopo il verdetto: "Ora trascino in tribunale le canaglie dei social"

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Non luogo a procedere per Vittorio Sgarbi, accusato dalla Procura di Roma di aver autenticato false opere d’arte attribuite all’artista anconetano Gino De Dominicis, scomparso nel 1998. Lo ha deciso il gup di Roma Angela Gerardi che ha fatto cadere le accuse, con la formula "perché il fatto non costituisce reato", per il critico d’arte e per Duccio Trombadori. Rinviate a giudizio invece altre 19 persone per le quali il processo inizierà il 21 dicembre. Dopo il verdetto il critico d'arte, parlamentare e sindaco di Sutri si è scagliato contro chi lo aveva insultato sui social per questa vicenda: "Quanto fango e quante strumentalizzazioni in queste settimane contro di me. Quanti commenti diffamatori, soprattutto dalla galassia grillina. Quante canaglie sui social. Adesso ne citerò in giudizio una decina, così, prese a strascico, perché imparino a non giudicare senza conoscere i fatti", ha scritto su Facebook.

 

Sgarbi era finito nel registro degli indagati, in quanto all’epoca dei fatti presidente della Fondazione Archivio Gino De Dominicis. Nel corso delle indagini, nel 2018, i carabinieri Tutela Patrimonio Culturale sequestrarono oltre 250 opere ritenute contraffatte (per un controvalore di oltre 30 milioni di euro).

 

"Non ho mai avuto dubbi sull’esito di questa vicenda giudiziaria, né potevo averne: le opere erano autentiche, non c’erano dubbi in merito", Lo afferma all’Adnkronos Vittorio Sgarbi. "Hanno cominciato un’indagine sulla base della malignità di questo collezionista Tomassoni, che possiede un’ottantina di opere di De Dominicis che parlava di opere che non aveva visto -spiega il critico d’arte- e da lì è cominciata un’indagine che non aveva senso». «L’errore fondamentale -sottolinea  Sgarbi- è stato che gli investigatori, una volta aperta l’inchiesta, non siano venuti da me e non mi abbiano mai interrogato: avrei detto come stavano le cose, e la vicenda si sarebbe chiusa subito. Invece no: sono andati avanti a pedinarmi, intercettarmi, e sono dovuto arrivare a difendermi da solo".