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Salta il referendumsull'acqua, caos in commissione

Paolo Di Basilio
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 Cestinato il referendum sull'acqua e la riunione della prima commissione, che in teoria avrebbe dovuto poi lanciare la palla al Consiglio, si è trasformata nell'ennesima bagarre con parte della minoranza e i rappresentanti del comitato promotore della consultazione che hanno manifestato tutta la loro rabbia. Insomma, durante la riunione durata dalle 10,30 fino alle 14, la tensione è salita più volte, tanto che è stato richiesto l'intervento degli agenti della polizia locale.  La riunione (che era andata deserta già un paio di volte) era stata convocata d'urgenza dopo che durante il Consiglio comunale di venerdì 27 febbraio ci si era resi conto che mancava appunto il passaggio in commissione. Lo scopo di coloro che sostenevano il referendum era quello di approvare in commissione per poi affrontare la seduta di Consiglio oggi, nell'ultimo giorno utile per consentire al sindaco di indire la consultazione.  CONSIGLIO ASSEDIATO (LEGGI QUI) La mattina di sabato 28 mattina la faccenda, invece, si è complicata. All'apertura della seduta è stato comunicato che non sarebbe stato presente il segretario generale e in più non c'era un solo dirigente per portare avanti la discussione. Non solo, in apertura il presidente Volpi ha detto che mancava anche la delibera che era chiusa a chiave nell'ufficio del segretario. Una situazione grottesca, che ha fatto salire la tensione. Sono volate parole grosse tra alcuni cittadini presenti in aula e alcuni consiglieri, tanto che sono dovuti intervenire i vigili. Alla fine il consigliere Scorzi ha proposto di rinviare la discussione fino a quando non saranno disponibili i pareri tecnici, compreso uno del Ministero, richiesto ma non ancora arrivato. In più dalla maggioranza sono stati sollevati dubbi anche sulla mancata autentificazione delle 3.463 firme presentate dal comitato. ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 28 FEBBRAIO