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Sfiducia, Michelini supera la prova del fuoco (amico)

Evandro Ceccarelli
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Francesco Serra cita San Paolo, ma stavolta non per via dei folgorati, ma della fede. Lui, il capogruppo del Pd in Comune, ce l'ha ancora, ma si augura di non dover vedere più rimpasti di giunta. E' la fede, più che la fiducia, s'è scoperto giovedì pomeriggio a Palazzo dei Priori, il sentimento che tiene insieme la maggioranza, che, come da copione, respinge, senza strappi, la mozione presentata dalla minoranza. Fede oppure speranza, come quella di Filippo Rossi, che ormai si vede in aula solo per le grandi occasioni, ammesso e non concesso che quella di ieri lo sia stata. Di sicuro lo è stata per molti consiglieri, a giudicare dall'abbigliamento. A cominciare dal grillino De Dominicis, in giacca e cravatta, che si gode il quarto d'ora di celebrità (la prima firma sulla mozione di sfiducia è la sua). “Il mio è un voto di speranza, non di fiducia”, scandisce Rossi, auspicando che tutto il consiglio, inclusa l'opposizione, e non solo la giunta, faccia quel salto di qualità che finora non c'è stato. “Parliamo di come vogliamo che diventi questa città”, incita l'ex futurista, secondo cui se l'opposizione ha sentito il bisogno di presentare una mozione di sfiducia è perché ha captato la sfiducia della città. La battuta del giorno è però del transfugo Sergio Insogna: “Se ci fosse un esorcista oggi direbbe Fioroni esci da questo corpo”, dice riferendosi al sindaco Michelini, che di rimando gli dà del giullare. Un altro transfugo di Oltre le mura, Goffredo Taborri confessa tutta la sua delusione: “Quest'amministrazione in oltre due anni non ha fatto nulla, se non raccogliere l'eredità di chi l'ha preceduta”. Marini incassa. Una maggioranza “fantozziana”, è il giudizio di Chiara Frontini (Viterbo 2020). Il refrain dai banchi della minoranza è sempre lo stesso, lo ascoltiamo da mesi: “Amministrazione latitante”, sentenza il capogruppo di Forza Italia Claudio Ubertini. “Di andare avanti così questa città non se lo può più permettere”, dice il consigliere del M5S Gianluca De Dominicis. Per Buzzi (Fratelli d'Italia) l'opposizione peggiore il sindaco ce l'ha al suo interno. Rossi, Serra, Tofani, tanto per fare i nomi. Per Tofani, capogruppo di quel che resta di Oltre le mura, la minoranza non ha alcun diritto di sfiduciare il sindaco, dal momento che non gli ha mai dato nemmeno la fiducia. Questione di logica. Tra i pasdaran di Michelini svetta la consigliera Daniela Bizzarri, che accusa la minoranza di essere distruttiva e fa saltare i nervi a Buzzi quando afferma che sono state disertate le sedute per il bilancio “perché non c'era niente da spartire”. Il sindaco fa drizzare la coda a Santucci quando rivela di aver respinto, all'epoca, le pressioni di qualche consigliere di minoranza che aspirava a mettersi in lista con lui. Michelini ricorda i risultati ottenuti, elogia Renzi e Zingaretti e rivendica: "Viterbo era l'ultima provincia dell'impero. Oggi invece ha un'attenzione senza precedenti”. Tutto è accorgersene.