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Presidente del Consiglio, opposizioni all'attacco: "Ora basta dialogo, sarà guerra totale"

Evandro Ceccarelli
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E' fissata per venerdì mattina alle 11 la riunione dei capigruppo per decidere sul prossimo Consiglio comunale con all'ordine del giorno l'elezione del presidente. Nel frattempo però, dopo la “sconvocazione” di quello previsto giovedì 19 febbraio a causa di “improrogabili impegni istituzionali del sindaco”, l'opposizione attacca a testa bassa e, stavolta, compatta, Michelini, reo di non riuscire a trovare la quadra tra le proprie fila sul nome dell'erede di Filippo Rossi. E' passato un mese da quando il patron di Caffeina ha lasciato l'incarico e, ad oggi, nessuno dei consiglieri pare avere i numeri per essere eletto. Per questo le opposizioni promettono battaglia minacciando di mettere “a ferro e fuoco” la sala d'Ercole davanti ad una maggioranza che “per le solite beghe di palazzo tiene in ostaggio la città”. I capigruppo di opposizione, Gianmaria Santucci (FondAzione), Claudio Ubertini (Forza Italia), Luigi Buzzi (Fratelli d'Italia), Vittorio Galati (gruppo misto), Chiara Frontini (Viterbo 2020) e Gianluca De Dominicis (Movimento cinque stelle) fanno quindi fronte comune contro un'amministrazione che “naviga a vista e che preferisce ritirarsi sull'Aventino pur di sottrarsi al confronto”. Nel mirino della minoranza soprattutto il nocchiere della nave, alias Michelini, tacciato addirittura di essere lo Schettino della situazione. “Di capitani che abbandonano la nave - ironizza la Frontini - ne abbiamo giù avuto uno e ce ne siamo vergognati sin troppo. Non è possibile impantanarsi sull'elezione del presidente del Consiglio quando le necessità dei viterbesi sono di tutt'altro tipo. Questa è la casa dei cittadini non la casa di riposo dei consiglieri. Ammesso che ci sia mai stato, è finito il tempo del dialogo”.  (Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 20 febbraio 2015)