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Per il Pd rischio esodo dietro l'angolo

Paolo Di Basilio
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Covano carboni ardenti, in provincia di Viterbo, sotto l'apparente quiete che ha fatto seguito all'annuncio della nascita del nuovo partito di matteo Renzi (Italia Viva). Se l'area popolare, tramite Giuseppe Fioroni, ha infatti pubblicamente sostenuto che resta convintamente nel Pd, e allo stesso modo non sono ancora giunte ad eccezione di qualche singolo iscritto prese di posizione dai cosiddetti renziani della prima ora, lo strappo tra ex Ds ed ex Margherita rischia di consumarsi nelle prossime settimane dopo l'annuncio del subcommissario Marco Tolli di voler aprire, da metà ottobre, il congresso provinciale. Al di là di Fioroni, il mondo moderato e riformista è infatti permeato di una forte insofferenza e non è affatto escluso che, se il congresso dovesse rivelarsi terreno di scontro per l'ennesima conta interna, molti potrebbero sfilarsi intraprendendo strade diverse. Come annunciato da Marco Tolli, i congressi di circolo, corrispondenti al numero dei comuni della provincia (60), dovrebbero iniziare il 15 ottobre. Tramite questo passaggio verrebbero eletti i delegati all'assemblea provinciale che a novembre sarebbero a loro volta chiamati ad eleggere il nuovo segretario, carica rimasta scoperta dal momento in cui, ormai un anno e mezzo fa, si è dimesso Andrea Egidi. A parte la battaglia congressuale nazionale tra i sostenitori di Nicola Zingaretti e quelli di Roberto Giachetti, numericamente l'ultimo test elettorale a disposizione di ex Ds e ex Margherita è rappresentato dalle preferenze ottenute dai principali candidati di riferimento alle europee di maggio, ovvero dai 5978 voti di Massimiliano Smeriglio (sinistra) e dai 4280 (centro moderato) di Simona Bonafè). Come si vede, se non si tratta di una spaccatura a metà poco ci manca. Allo stato attuale, forti comunque della superiorità mostrata in occasione del congresso nazionale, spingono per celebrare l'assise proprio gli ex Ds, mentre nel fronte moderato e riformista propendono per un rinvio anche in attesa che si chiarisca meglio il quadro a livello regionale e nazionale. In questo contesto, il subcommisario Marco Tolli e il commissario Bruno Astorre sono chiamati a prendere una decisione definitiva sul da farsi tra questa e la prossima settimana. Di fatto, la spaccatura che ha dilaniato il Partito democratico viterbese a partire dalle elezioni regionali e comunali del 2018 non sembra in tutto questo tempo aver mostrato segni di ricomposizione. Le posizioni restano distanti: i popolari, moderati e riformisti chiedono pari dignità, non vogliono sentirsi ospiti sgraditi degli ex Ds, è evidente perciò che un congresso celebrato in questa situazione potrebbe davvero rischiare di far irrimediabilmente saltare tutto in aria.