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Berlusconi contro Lega e FdI: “Noi diversi da loro”

Paolo Di Basilio
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tra. Il quale senza di noi non esiste”. Silvio Berlusconi ha dato forfait alla tre giorni di Tajani all'Hotel Salus Terme per problemi meteo che non gli hanno permesso di volare in elicottero, ma ha parlato per oltre mezz'ora al telefono, davanti alla platea che ieri riempiva l'aula conferenze della struttura sulla Tuscanese. Ha parlato di tutto,partendo da un attacco agli alleati: “L'opa (il disegno di assorbire FI, ndr) della Lega su Forza Italia è fallita e se qualcuno se n'è andato ci ha aiutato a fare chiarezza. Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Il nostro partito è forte e sano e sarà protagonista. Senza di noi ci sarebbe solo una destra-destra che non avrebbe mai i numeri per vincere e andare al governo. E se li trovasse, non saprebbe come governare”. L'ex premier ha parlato a ruota libera: “Facciamo parte della più grande famiglia politica europea, il Ppe, la famiglia dei cristiano-democratici e liberali. Oggi in Italia c'è il giustizialismo. C'è il partito delle tasse. C'è la burocrazia da combattere. Forza Italia è rimasta l'unica a dare una terza via tra l'Italia della destra sovranista e quella della sinistra pauperista”. E giù stoccate agli alleati: “Dico a Lega e Fratelli d'Italia che noi siamo diversi anche da loro: combattiamo insieme la battaglia del centrodestra, ma non è la battaglia sovranista”. Sulle misure economiche: “Negli ultimi anni c'è stata una paradossale continuità nei governi di sinistra, in quello gialloverde e in quello attuale (il più a sinistra di tutti): governi illiberali che non hanno saputo e non sanno tagliare le tasse e contenere la spesa pubblica. E devo dire che i nostri alleati della Lega hanno permesso ai 5 Stelle di caratterizzare la politica economica sulla base delle idee grilline. Nell'ultimo anno siamo tornati all'assistenzialismo, al blocco delle infrastrutture. Anche le misure sull'immigrazione non sono andate bene. E per ultimo Salvini ha addirittura proposto Di Maio come premier”. Spiega dove andare a riprendere i voti persi: “Gli italiani che ci possono seguire sono più numerosi delle percentuali che indicano i sondaggi (forniti proprio qui alla convention di Viterbo). E' l'altra Italia: questi italiani non votano più, e a loro dobbiamo parlare. E' il ceto medio: piccoli imprenditori, pensionati, dipendenti pubblici che non si sentono rappresentati”. Sul paventato travaso da FI al nuovo partito di Renzi, Italia Viva, taglia corto: “Pettegolezzi e falsità: FI è compatta. Chi va con Renzi è fuori”. E ancora: “Non c'è in Italia una sinistra liberale e non penso che Renzi possa costruirla. E se lo facesse, sarebbe l'altra metà del terreno di gioco”. Sulla legge elettorale pensa “che oggi un sistema maggioritario uninominale non sarebbe positivo. E anche il ritorno semplice al proporzionale ci riporterebbe indietro alla Prima Repubblica. Il sistema attuale non è male. Ma dobbiamo ragionare con i nostri alleati e anche con i nostri avversari: le regole del gioco si scrivono insieme”. Sull'Europa: “Da cambiare ma dall'interno: ci ha garantito 70 anni di pace e prosperità”. Il pericolo giallo: “Attenti al progetto egemonico della Cina”. Per questo, “dobbiamo mettere insieme le forze armate dei Paesi europei. Senza un esercito comune non contiamo nulla. E la Russia deve tornare da noi: dopo la parentesi comunista, è un Paese occidentale”.