Esattorie dovrà restituire i soldi

VITERBO

Educatori di sostegno, scoppia il caso

18.09.2019 - 14:20

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Peggiore inizio anno scolastico per gli alunni disabili e le loro famiglie non poteva esserci. Oltre agli insegnanti di sostegno (555 posti scoperti in tutta la provincia), nella città di Viterbo mancano infatti anche gli educatori, ovvero gli “assistenti all’autonomia e alla comunicazione”. Si tratta di figure professionali che hanno il compito, nella scuola primaria e in quella secondaria di primo grado, di facilitare l’integrazione tra i ragazzini con handicap e la scuola, affiancando e supportando di fatto l’insegnante di sostegno. Ma mentre quest’ultimo è un dipendente del Miur, l’educatore è invece pagato dai Comuni, in questo caso quello di Viterbo, che però quest’anno si è “dimenticato” di prevedere la copertura economica necessaria per le ore richieste dalle scuole: 150 a settimana, a fronte di 35-40 che Palazzo dei Priori è in questo momento in grado di assicurare con i fondi messi a disposizione.
Una vera e propria emergenza nell’emergenza, che è stata oggetto ieri in Consiglio comunale di un’interrogazione della capogruppo dem Luisa Ciambella all’assessora ai servizi sociali Antonella Sberna. La quale, in risposta, si è impegnata a convocare un tavolo istituzionale allo scopo di reperire le risorse necessarie. Servirà dunque una variazione di bilancio. “Se si individuano subito le risorse, sono pronta a votarla anche senza passaggio in commissione”, dice Luisa Ciambella.
Il problema nasce dalla legge Iori del dicembre 2017 che per la prima volta ha riconosciuto la professione di educatore, anche a livello economico, con oneri aggiuntivi per i Comuni. Oneri che però Palazzo dei Priori non ha previsto in bilancio.
“Al momento l’amministrazione di Viterbo - denuncia la consigliera del Pd - ha risposto come sa rispondere: con l’improvvisazione, barcamenandosi, spiegando che la responsabilità non è del Comune, ma di forze oscure esterne, e che i fondi che mancano per dare copertura al servizio sono stati chiesti alla ragioneria per eventuali variazioni di bilancio. Allora, iniziamo a dire che le famiglie non possono aspettare l’inizio della scuola, come è capitato e sta capitando, per sapere che non avranno l’educatore in continuità, non possono attendere con il cappello in mano gli eventi che investono gli enti locali. Non parliamo di cose, ma di persone. E di persone peraltro speciali. Sorrido amaro - continua la capogruppo dem - quando sento questi genitori riportare le più fantasiose delle informazioni ottenute più o meno ufficialmente. Se poi uniamo a questo il fatto che le graduatorie degli insegnanti di sostegno sono esaurite, e quindi a tutt’ora si vive nell’incertezza, ne vengono fuori dei drammi umani di cui nessuno sente il peso”.
Di qui la richiesta al sindaco Giovanni Arena e all’assessore Antonella Sberna perché convochino subito un tavolo istituzionale con tutti i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi della città e i vertici dell’ufficio scolastico provinciale “per poter capire l’entità del fenomeno - conclude Luisa Ciambella - e insieme dare risposte immediate”.

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