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Michella verso FdI, ma Rorelli frena

Paolo Di Basilio
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Martina Minchella in odore di passaggio a Fratelli d'Italia. L'indiscrezione circola sempre più insistentemente. “Niente di ufficiale, la vedo tanto presente a molte cose che facciamo. Niente di più”, commenta il deputato di FdI Mauro Rotelli. Tuttavia, basta “spulciare” la bacheca Facebook della consigliera comunale, ex segretaria del Pd passata al gruppo misto, per rendersi conto di quanto la prospettiva di un approdo al partito di Giorgia Meloni non sia così improbabile. Ecco cosa ha scritto l'altro ieri sulla crisi di governo: “Sono bastati pochi mesi, una crisi di governo agostana e le mie motivazioni di lasciare il Pd non soltanto acquistano valore, ma sono state una profezia. Dopo quanto sta accadendo in questi giorni, la mia scelta non soltanto la rivendico, ma orgogliosamente la ribadisco: come sarei potuta restare all'interno di un partito lontano anni luce dai bisogni dei cittadini che discute con il principale azionista del precedente governo soltanto su nomi e poltrone? (...) Per questo si deve andare immediatamente al voto, l'unica possibilità che rimane è quella di dare voce e scelta ai cittadini attraverso nuove elezioni”. Una posizione perfettamente in linea con il pensiero di Giorgia Meloni, che poi è lo stesso di Matteo Salvini. E a proposito del “capitano”, all'indomani delle dimissioni da segretaria dell'Unione comunale Pd si era tanto parlato di un transito della Minchella verso Umberto Fusco. Prospettiva poi non concretizzatasi e quindi, da parte sua, la mossa di posizionarsi sui banchi del gruppo misto. Una sorta di limbo “purificatore”. Ora, il passaggio a Fratelli d'Italia rafforzerebbe numericamente la maggioranza Arena e soprattutto il gruppo di Bianchini. Certo è però che non si comprende come faccia Martina Minchella ad accusare di trasformismo il Pd e il M5S a livello nazionale, chiedendo elezioni subito, quando questo trasformismo è lo stesso a cui si assiste a livello locale, come dimostrano, per l'appunto, il suo e gli altri passaggi da una sponda all'altra in Consiglio comunale. Coerenza vorrebbe che quando si esce da un gruppo, come ha rilevato Forza Italia in merito al caso di Paola Bugiotti, ci si dimetta da consigliere. E invece no. Tutti restano attaccati alla poltrona, salvo però puntare il dito contro gli altri. Insomma, nel momento in cui Minchella sparla degli altri sparla in realtà anche di se stessa.