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Il vento spazza via le nocciole

Paolo Di Basilio
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Stagione da dimenticare, quella attuale, per l'agricoltura? Mancano mesi alle raccolte di nocciole, uva, olive: risposte definitive, quindi, non possono essere fornite con probabile esattezza. Elementi per previsioni non esaltanti, comunque, esistono molteplici. La siccità, ad esempio.  Autunno, inverno, primavera avarissimi di precipitazioni hanno seviziato oltre misura noccioleti, vigneti, uliveti, frutteti, orti. A causa della mancanza di piogge, i concimi non sono penetrati nel terreno, rendendo così inefficaci le concimazioni. Il 28 giugno, scroscio di pioggia “benedetto”, invocato dagli agricoltori. A seguire, però, una bufera di vento. Il tappeto uniforme di foglie cadute è stato ispessito da nocciole, strappate alle piante da folate violentissime. E sono sopraggiunti lavori e fatiche supplementari.  Il vento eccezionale ha spezzato fronde e rami, costringendo gli agricoltori ad impegni aggiunti per liberare i fondi da quelli, prima di procedere alla trinciatura. Con l'impossibilità, oltretutto, di bruciare i residui di quella “potatura” imprevista: dal 15 giugno, infatti, è vietato accendere fuochi. Non solo e non sempre poesia nei campi, come dimostrano anche le scarne note precedenti. E l'estate è soltanto all'inizio. Qualora luglio e agosto fossero caratterizzati da temperature molto elevate e poveri di piogge, le raccolte sarebbero esposte a rischi molto seri.