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Donna incinta sputa a un capotreno, condannata

Polfer in azione a Terni

Paolo Di Basilio
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Sputa a un capotreno che gli chiede il biglietto poi lo aggredisce graffiandogli la faccia. Una trentenne rom è stata condannata a 4 mesi e 15 giorni (pena sospesa) per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. I fatti avvennero qualche anno fa su un treno diretto verso Orte. La donna - che era incinta - era insieme a una connazionale quando fu fermata su una carrozza da un capotreno allertato da un anziano che aveva denunciato un tentativo di furto. Quando il capotreno constatò che le due donne non avevano il biglietto le invitò a scendere dal treno ma la donna incinta prima lo insultò, poi gli sputò in faccia per poi graffiarlo. Gli agenti della Polfer di Orte che intervennero quando il treno arrivò in stazione ma a quel punto le due donne, che gravitano spesso nella zona, erano già scese dalla carrozza. Furono rintracciate, grazie alla descrizione del capotreno in uno dei sottopassi della stazione. Il pm aveva chiesto una pena di 6 mesi. L'imputata dovrà risarcire il capotreno - che si è costituito parte civile - con una somma di 500 euro.