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Monete romane in casa, condannato

Paolo Di Basilio
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Custodiva reperti archeologici e monete antiche in casa, condannato per ricettazione. Nel 2014 fu denunciato perché, secondo gli inquirenti, aveva perlustrato i terreni nelle zone limitrofe al parco archeologico della necropoli etrusca di Vulci, servendosi di un metal detector e per essersi impossessato illecitamente di beni di interesse archeologico. I carabinieri di Canino e Montalto, all'epoca, perquisirono l'abitazione che l'uomo divide con i genitori, rivenendo alcune monete di epoca romana e delle cuspidi di frecce in selce, risalenti all'età neolitica (8000 a.C. - 4000 a.C.). I carabinieri, dopo aver sequestrato i reperti, li fecero periziare una ex dirigente della Soprintendenza, che ha in seguito permesso di definire il quadro cronologico, dal quale è derivata la conseguente valutazione economica, vista l'importanza storica dei beni. Il giudice, Elisabetta Massini, ha ritenuto l'imputato colpevole del reato commesso ai danni dello Stato e contro il patrimonio culturale e ha condannato l'uomo alla pena di 4 mesi di reclusione, al pagamento di una multa di 400 euro e delle spese processuali. I reperti, posti sotto sequestro, adesso verranno affidati alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e dell'Etruria Meridionale che provvederà ad un'adeguata conservazione e valorizzazione.