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AGRIVITERBO: AIC un punto di riferimento anche in Tuscia

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Nasce oggi, 23 marzo presso la sede di AGRI in via santa Giacinta Marescotti 55 l’AIC, Associazione Italiana Coltivatori Provinciale di Viterbo. AIC, opera su tutto il territorio nazionale associando direttamente, ed attraverso le proprie Organizzazioni, più di 130.000 aziende.
Nata nel 1969, è stata socio fondatore della Copagri (Confederazione Produttori Agricoli) e parte integrante della stessa sino alla sua fuoriuscita. AIC è componente del CNEL ed è articolata, nelle province italiane in “AGRI”, per l’erogazione dei nel settore agricolo.
Dall’esigenza manifestata da alcuni agricoltori Viterbesi volendo creare un punto di riferimento anche in Tuscia, si sono riuniti presso la sede di AGRI, i Sig.ri: Marchetti Giovanni (Tarquinia); Moscini Emanuele (Viterbo); Sanetti Mario (Vetralla); Conticchio Carlo (Celleno); Marchese Beatrice (Bagnoregio); Caporossi Stefano (Viterbo); Ferrazza Alessia (Ronciglione); Pira Giovanni (Farnese), ed è stata costituita l’AIC provinciale. - “Siamo slegati da principi e gerarchie nazionali – spiegano i fondatori di AIC Viterbo – e ci poniamo l’obiettivo di agire come associazione libera.
AIC incarna una rappresentanza nuova, giovane, aperta e dinamica. Tutto quello che serve per sviluppare progettualità, idee, innovazione e mettere al centro di ogni iniziativa i veri interessi dell’agricoltura e degli agricoltori”. - AIC Viterbo, utilizzando i servizi e le sedi di AGRI, può contare su 753 aziende agricole associate e decine di sportelli diramati in tutta la provincia: Viterbo, Caprarola, Capranica, Vetralla, Montalto di Castro, Cellere, Civitavecchia. AGRI essendo un punto di eccellenza del e per il territorio, grazie ad un pool di professionisti interni che, sviluppano ed erogano servizi di cui le imprese necessitano, dalla consulenza imprenditoriale creditizia e legale, legati all’agricoltura di precisione ed a quelli legati all’assistenza fiscale, oltre al servizio di CAF e PARTONATO per tutti. I lavori dell’assemblea sono stati aperti partendo dalle esigenze e necessità che le aziende hanno, fino ad arrivare all’elezione di Pira Giovanni come Presidente AIC di Viterbo. - “Manca informazione, manca professionalità – ha affermato Pira Giovanni – oggi abbiamo bisogno di unire i due settori, attraverso la rete di rappresentanti nelle istituzioni dell’AIC e con i professionisti di AGRI possiamo unire le esigenze dell’Azienza con i contributi a fondo perduto dello stato. Questo è possibile attraverso la creazione dello sportello “SVILUPPO IMPRESA”. “Captare questi contributi è fondamentale per la sostenibilità e sviluppo dell’azienda – ha affermato Marchetti Giovanni – in ortofrutta si conta al centesimo abbassando i costi di produzione si può ottenere un maggiore Mark up da rinvestire in strumenti e marketing”

 

Il futuro dell’AIC

Quanto al futuro dell’AIC di Viterbo, «dobbiamo costruire un’AIC che diventi parte integrante del territorio nello sviluppo delle politiche, delle relazioni istituzionali, dei processi economici e di progetti di sviluppo. La costruzione di una grande strategia di comunicazione non è più rimandabile.
Sicuramente ci renderebbe più forti nelle interlocuzioni Istituzionali e nelle relazioni territoriali. É fondamentale – ha concluso Pira Giovanni – recuperare il nostro essere sindacato, recuperare il nostro spirito di appartenenza che ci permetterà le grandi mobilitazioni senza timori o paure».