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Arca di Noè  la comunità alloggio dedica le proprie risorse all'assistenza quotidiana di chi, ancora autosufficiente o quasi, ha bisogno di una famiglia specializzata

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Una vita ritrovata fra le querce di un casale

Mantenere l’attività di mente e corpo è l’obiettivo principe. La socialità il bisogno umano primario

 

In Italia c’è una realtà nascosta. Abita fra le mura di una casa, senza essere vista da nessuno, e se le va bene da qualche parente che si ricorda che esiste, o da qualche badante che non parla la stessa lingua. Si sente spesso dire e pensare che gli anziani sono un peso, ma dove sono? La verità è che non li vediamo: non nella loro estrema solitudine. Esiste però anche una realtà più visibile, per cui troviamo difficile concretizzare soluzioni adeguate. Spesso la risposta alla fatica delle famiglie è la casa di riposo. Si tratta del resto di una fase d’età che configura naturalmente una certa fragilità, ed essere all’altezza dell’impegno di farsene carico non è sempre - forse mai - facile. La vecchiaia continua a chiedere socialità, anche quando l’attività mentale e quella fisica si fanno un po’ meno prestanti. Non vi si può rinunciare: si ha ancora diritto a sentirsi vivi, circondati dalla bellezza e non da pareti d’ospedale – quando possibile –, di mantenersi in forma nel corpo e nell’intelletto, di fare amicizia, di vivere in una casa che sappia di famiglia e non di confinamento degli anziani. Questo è l’Arca di Noè, un grande casale immerso in un parco a Castel Sant’Elia, dove querce secolari raccontano che la vita è bella anche quando è antica. Quando ne rilevano l’attività nel novembre 2021, Marco Olliana e Carmen Mazzocchetti hanno esperienza nell’accudimento dei più piccoli, con un’asilo nido appena fuori Roma. Cambiano fascia d’età, spiega il primo, ma l’accudimento è ciò che li spinge. Facendo il paragone, i bambini devono sviluppare diverse facoltà, gli anziani mantenerle. E la socialità è un bisogno umano fondamentale. Così l’Arca di Noè oggi è una comunità alloggio per le persone della terza età che, ancora autosufficienti, ma magari con qualche inciampo nelle più quotidiane attività, hanno bisogno di un luogo e di persone che si dedichino a loro. A mantenersi attive, a ricreare le loro giornate in modo originale e semplice al contempo. Assomiglia più a un albergo che a una residenza per anziani, ma è una casa. È La soluzione migliore per le famiglie che da sole non ce la fanno e non vogliono scegliere - a meno di evidenti impedimenti di natura medica in seno all’anziano - una struttura in cui di nuovo si ritroverebbe solo. Visto e curato, forse sì, ma non come in famiglia. Invece la cura autentica crea sempre una comunità attorno alla persona. Con il modello dell’Arca di Noè, Roma
e Viterbo potrebbero cambiare la rotta della  solitudine di molti anziani.

 

L'EQUIPE
Un team competente con cui ci si sente unici
OSS, educatori e psicologi sono le figure su cui famiglie e anziani possono fare affidamento presso l’Arca di Noè. Sempre presenti, consentono un’assistenza competente, pianificata sulle esigenze dei singoli ospiti. La struttura è in grado di assolvere alle esigenze medico-riabilitative anche tramite riferimenti esterni.