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Civitavecchia, bomba pronta ad esplodere davanti casa del presidente del porto Pino Musolino

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Poteva esplodere da un momento all'altro la bomba ritrovata giovedì 3 febbraio a Civitavecchia davanti casa del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Pino Musolino. Secondo quanto riporta il sito Etrurianews si tratterebbe di un ordigno rudimentale che avrebbe provocato sicuramente molti danni e causato forte spavento a chi, in quel momento, si fosse trovato all’interno dell’abitazione.

 

 

L'ordigno era innescato con un timer e sarebbe esploso davanti alla porta di casa del numero uno di Molo Vespucci. A sventare il peggio il gesto di un medico che, correndo un grande pericolo, ha raccolto il pacco e lo ha portato ai carabinieri.

 

 

Contattato dal blog il presidente Musolino ha affermato: "La prima impressione che ho avuto, informato dei fatti, incredulità e sorpresa. Mai avrei pensato di essere oggetto delle attenzioni di qualcuno così motivato a farmi del male. Il primo pensiero va naturalmente a mia moglie e mio figlio piccolo. Quell’ordigno vicino casa e soprattutto adiacente la mia vettura mi hanno lasciato interdetto. Se qualcuno pensa di intimorirmi o di farmi agire in modo contrario a quello che è il mio compito, o meglio, la mia missione istituzionale, si sbaglia di grosso. Al momento ci siamo occupati solo di sistemare vertenze e risolvere problemi seri che attanagliano il porto dal punto di vista economico. Non ho proprio idea del perché di un gesto così estremo, violento e senza alcun senso. Quando i militari dell’Arma dei carabinieri mi hanno spiegato sulle potenzialità di quell’ordigno sono inorridito. Rimane un fatto. Da quando sono arrivato ho dialogato con tutti. Cercato soluzioni. Non ho chiuso le porte a nessuno. Paura? Non tanto per me che sono uomo delle istituzioni ma per i miei cari. Mio figlio piccolo. Mia moglie. Certamente servirà tempo per assorbire questa cosa”.