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Roma, la donna boss di Ostia. Sequestrano e prendono a mazzate: sei arresti | Video

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Ostia, a capo dell'organizzazione c'era una donna boss che dava gli ordini a cinque uomini, fidanzato compreso. .Al termine di un’articolata attività d’indagine, stamattina, agenti di polizia del X Distretto Lido, diretto da Antonino Mendolia  hanno dato esecuzione, oggi venerdì 11 giugno,  alla misura di custodia cautelare in carcere emessa del gip di Roma, nei confronti di 6 persone, per i reati di rapina in concorso, lesioni, sequestro di persona ed estorsione in danno di due stranieri residenti in Italia, un bengalese e un pugile dilettante rumeno.

 

#Lido. Avevano organizzato una spedizione punitiva nei confronti di due giovani, picchiandoli, minacciandoli e rapinandoli. Dopo l’identificazione da parte della #PoliziadiStato, il Tribunale ha emesso nei loro confronti 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere. #questuradiroma #essercisempre Al termine di un’articolata attività d’indagine, stamattina, agenti della Polizia di Stato del X Distretto Lido, diretto da Antonino Mendolia, con l’ausilio dei colleghi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e Reparto Prevenzione Crimine, hanno dato esecuzione alla misura di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma sezione GIP, nei confronti di 6 persone, per i reati di rapina in concorso, lesioni, sequestro di persona ed estorsione in danno di due stranieri residenti in Italia. Tutto ha avuto inizio nel corso di una rissa per futili motivi, avvenuta presso il Centro Commerciale Eschilo. A seguito dell’episodio violento, uno degli indagati, aiutato da alcuni amici del tutto estranei alla rissa e tutti con precedenti di polizia, ha organizzato una spedizione punitiva nei confronti degli avversari, riuscendo a rintracciarne due. Dapprima si è presentato all’appuntamento uno dei due fuggitivi, attirato con l’inganno da un amico infedele che, proponendogli un incontro, ha fatto giungere, invece, poco dopo il gruppo dei violenti. Successivamente, la stessa vittima, essendo costretta sotto minaccia, ha tradito l’altro ragazzo, ricercato dal branco, consegnandolo al gruppo mediante un ingannevole appuntamento telefonico. Quest’ultimo, riconosciuto dall’organizzatore della spedizione punitiva come uno dei ragazzi che aveva affrontato durante la rissa, è stato picchiato ripetutamente con una mazza ferrata, condotto presso la propria abitazione e derubato degli oggetti custoditi all’interno. Successivamente, sempre con incredibile violenza, è stato costretto presso un bancoposta a prevelare del denaro contante. Soltanto il mancato funzionamento del bancoposta ha impedito che si concretizzasse l’operazione di sportello automatico, anche se le telecamere di sorveglianza riprendevano perfettamente la scena. Nello specifico gli indagati, in concorso tra loro, dovranno rispondere oltre che di lesioni e percosse, di sequestro di persona a scopo di estorsione, poiché hanno provato ad ottenere, come ingiusto profitto per la liberazione dei soggetti sequestrati, beni di valore quali televisori, impianto stereo, telefoni cellulare ed oggetti in oro, frutto delle loro scorrerie presso le abitazioni dei due malcapitati.

Pubblicato da Questura di Roma su Venerdì 11 giugno 2021

 

Tutto ha avuto inizio nel corso di una rissa per futili motivi, avvenuta presso il Centro Commerciale Eschilo nella quale, a quanto sembra alcuni membri della "banda" ebbero la peggio. A seguito dell’episodio violento, uno degli indagati, aiutato da alcuni amici del tutto estranei alla rissa e tutti con precedenti di polizia, ha organizzato una spedizione punitiva nei confronti degli avversari, riuscendo a rintracciarne due. Dapprima si è presentato all’appuntamento uno dei due fuggitivi, attirato con l’inganno da un amico infedele che, proponendogli un incontro, ha fatto giungere, invece, poco dopo il gruppo dei violenti. Successivamente, la stessa vittima, essendo costretta sotto minaccia, ha tradito l’altro ragazzo, ricercato dal branco, consegnandolo al gruppo mediante un ingannevole appuntamento telefonico.

 

 

Quest’ultimo, riconosciuto dall’organizzatore della spedizione punitiva come uno dei ragazzi che aveva affrontato durante la rissa, è stato picchiato ripetutamente con una mazza ferrata, condotto presso la propria abitazione e derubato degli oggetti custoditi all’interno. Successivamente, sempre con incredibile violenza, è stato costretto presso un bancoposta a prelevare del denaro contante. Soltanto il mancato funzionamento del bancoposta ha impedito che si concretizzasse l’operazione di sportello automatico, anche se le telecamere di sorveglianza riprendevano perfettamente la scena. Nello specifico gli indagati, in concorso tra loro, dovranno rispondere oltre che di lesioni e percosse, di sequestro di persona a scopo di estorsione, poiché hanno provato ad ottenere, come ingiusto profitto per la liberazione dei soggetti sequestrati, beni di valore quali televisori, impianto stereo, telefoni cellulare ed oggetti in oro,  frutto delle loro scorrerie presso le abitazioni dei due malcapitati.