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Lazio, concorsopoli in Regione. La Procura apre fascicolo d'inchiesta

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La procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto un fascicolo sulla vicenda concorsopoli in Regione, dando mandato ai carabinieri di raccogliere tutti gli atti, a cominciare dalle dichiarazioni dei candidati idonei ma rimasti fuori dalla Pisana. Solo al termine di questa fase verrà decisa la competenza territoriale e l’eventuale apertura del fascicolo d’indagine. I primi ad essere ascoltati saranno i candidati risultati non idonei, che hanno presentato esposti.L’oggetto dell’indagine è l’assunzione in Regione Lazio di 16 collaboratori politici, reclutati senza concorso diretto, ma utilizzando la graduatoria del Comune di Allumiere. 

 

 

La legge in materia, tuttavia, consente di individuare gli idonei all’interno dell’ultima procedura posta in essere da altri enti pubblici. E l’ultimo concorso nel quale pescare era quello di Allumiere. Questa, a grandi linee, la vicenda della quale si sta occupando in queste ore la procura di Civitavecchia. Ci sono poi i risvolti politici e il terremoto che concorsopoli ha causato in Regione Lazio, i cui effetti paiono essere appena iniziati. La prima testa a cadere è stata quella del presidente del Consiglio Mauro Buschini, che si è dimesso. Da segnalare il fatto che il il sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini, lavora nella segreteria del presidente del Consiglio regionale.

 

 

Le dimissioni di Buschini, tuttavia, sembrano essere solo l’inizio. Il gruppo di Fratelli d’Italia della Pisana torna a chiedere le “immediate dimissioni dei consiglieri che fanno parte dell’ufficio di presidenza. Non è più rinviabile un gesto di responsabilità che sia un chiaro segnale di azzeramento e discontinuità rispetto a quanto è accaduto. Anche per rispetto dei cittadini della nostra regione che non meritano di assistere a questo triste spettacolo”. Stefano Pedica, presidente di Cantiere democratico, afferma: “Ora serve aria nuova nel partito romano e un ricambio al vertice. Serviranno tante dimissioni per far capire che il Pd sta cambiando in meglio e che non si parla più di poltrone e posti ma di problemi della gente”. Sul caso interviene anche la consigliera del M5S Francesca De Vito: “Difficile rimanere in silenzio, soprattutto quando si tratta di difendere quell’idea di istituzione sana che i cittadini meritano. Non stiamo discutendo di violazione delle regole e delle procedure ma di etica ed opportunità politica. Il meccanismo che si è generato con nuove assunzioni all’interno del consiglio regionale di collaboratori personali oltre ad assessori, consiglieri e segretari del Pd di altri Comuni è un fatto da approfondire”.