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Lazio in zona arancione. Scuole, spostamenti e sport: cosa cambia. Riaprono i parrucchieri

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Il Lazio tornerà in zona arancione da oggi 30 marzo fino al 2 aprile. La Regione abbandona momentaneamente la zona rossa. Una finestra di 4 giorni prima del lockdown nazionale imposto il 3, 4 e 5 aprile ossia il sabato, domenica e lunedì di Pasqua quando tutta l'Italia sarà zona rossa come già successo a Natale. Quattro giorni nei quali le restrizioni si allenteranno un po' in tutti i comuni. Riaprono i parrucchieri e sarà possibile spostarsi all'interno del comune di residenza. Inoltre si riapriranno le scuole, con le lezioni in presenza tranne le superiori. Gli alunni rimarranno in Dad solo nei comuni dove i sindaci hanno fatto delle specifiche ordinanze per farle restare chiuse.

 

 

Per quanto riguarda gli spostamenti stando alle Faq del governo. Vietato circolare dalle 22 alle 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all'altra e da un Comune all'altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. Sono possibili gli spostamenti all'interno del comune di residenza anche se sono fortemente sconsigliati quelli non necessari. Saranno comunque consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. È consentito, una sola volta al giorno, tra le 5 e le 22, spostarsi (al massimo due persone con al seguito bambini sotto i 14 anni o persone disabili in affidamento) verso una sola abitazione e andare a trovare chi vi abita. 

 

 

Per quanto riguarda i negozi, potranno rimanere aperti  fino alle ore 21. Chiusura di bar e ristoranti: l'asporto è consentito fino alle ore 18. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiusura di musei e mostre. Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema.  Per quanto riguarda lo sport. Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del Coni o del Cip. È consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in assenza di tali strutture, in Comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all'aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (Fmsi), con la prescrizione che è interdetto l'uso di spogliatoi interni a detti circoli.