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Lazio, concorsopoli in Regione. L'opposizione: "Intervenga la Procura"

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Al momento, non risultano ancora indagini aperte sulla concorsopoli alla Pisana, ma il timore che il polverone sollevato dalla stampa non finisca in una bolla di sapone scuote il Partito democratico, che teme di finire seriamente nel tritacarne. Sono d’altra parte molti in queste ore a invocare l’intervento della Procura della Repubblica per far luce sulla singolare assunzione di quelle 16 persone - quasi tutte con la tessera del Pd in tasca e in gran parte collegate all’ufficio del presidente d’aula Mauro Buschini - al Consiglio regionale, insieme ad altre 8 al Comune di Guidonia e ancora altre 2 in quello di Tivoli. 

 

A chiedere pubblicamente l’interessamento della magistratura è stato due giorni fa il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: “La Procura della Repubblica si sta occupando della vicenda? Zingaretti e l’ufficio di presidenza come spiegano questa storia sconcertante di Allumiere e dintorni? Devono delle giustificazioni all’opinione pubblica. La Procura si muova. Altrimenti, dobbiamo pensare che c’è una inerzia di fronte alla Regione Lazio ogni qualvolta strane vicende investano questa istituzione”. 

 

Tutto ruota attorno al Comune di Allumiere, dove la scorsa estate si svolse il concorso per 5 posti (639 iscritti e solo 345 candidati effettivamente presentatisi alle prove preselettive) la cui graduatoria è stata poi fatta propria dal Consiglio regionale e dai Comuni di Guidonia e Tivoli per assumere i 26 nuovi funzionari, a fronte - così è stata giustificata l’operazione - di sopraggiunte esigenze di organico e dell’impossibilità di espletare nuovi concorsi in tempi brevi anche a causa del Covid. Ora è un fatto che il sindaco di questo piccolo paese arroccato sui monti della Tolfa, Antonio Pasquini, lavori (distaccato) proprio presso l’ufficio di presidenza della Pisana, ma adesso emergono anche altre indiscrezioni quantomeno singolari. Come quella secondo la quale le procedure e gli atti concorsuali siano stati eseguiti da dipendenti part time dell’amministrazione - che se li divide con il Comune di Ladispoli - i quali, proprio per il loro status, sarebbero stati meno titolati di altri ad occuparsi della selezione. 
Secondo il consigliere regionale Adriano Palozzi di Cambiamo per Toti lo scenario delineato dimostra in ogni caso l’assenza di trasparenza in Regione: “Con l’avvento del presidente Zingaretti, il Pd aveva annunciato, in pompa magna, una nuova Perestroika fatta di provvedimenti tesi realmente al bene dei cittadini. Purtroppo, i fatti dimostrano l’esatto contrario: come se non bastassero quasi dieci anni di inefficienze istituzionali, da parte del centrosinistra, ci ritroviamo adesso a commentare questa surreale e inopportuna procedura di assunzione. Una realtà che, nonostante il Consiglio regionale si sia affrettato a definire perfettamente consone ai dettati legislativi e regolamentari le procedure seguite, pone un’importante questione politica, in merito all’opportunità e alla trasparenza del concorso e assesta un colpo tremendo alla casa di vetro tanto decantata dalla maggioranza”. 
“Dalle mascherine alle assunzioni”, troppe vicende oscure, gli fa eco Gasparri, che aggiunge: “Questa volta il sistema di Palamara non potrà risparmiare la Regione Lazio. Andremo fino in fondo. Abbiamo già coinvolto i ministri competenti attraverso una interrogazione in Senato”.