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Roma, sciopero trasporto pubblico. E i pendolari protestano per gli assembramenti sui treni | Video

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Sciopero del trasporto pubblico oggi, venerdì 26 marzo, a Roma  Per 24 ore, infatti, sono a rischio bus, metro, tram e treni di Atac, Roma Tpl e Cotral. La protesta è stata indetta dai sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti, Ugl-Fna e Faisa-Cisal. Lo sciopero prevede le fasce di garanzia dall’inizio del servizio diurno alle ore 8.30 e dalle ore 17 alle ore 20. 

 

 

Il servizio non sarà garantito nemmeno nella notte tra il 25 e il 26 marzo sulla rete notturna degli autobus e nel corso della notte tra il 26 il 27 marzo non saranno garantite le linee diurne che hanno corse programmate oltre le ore 24 e le corse notturne delle linee 38-44-61-86-170-246-301-451-664-881-916-980 e delle linee 314-404-444 della società RomaTpl. Nel corso della manifestazione non sarà garantito nemmeno il servizio delle biglietterie in presenza, ma sarà attivo il funzionamento delle biglietterie elettroniche. Oltre alla rete di Atac, parteciperanno allo sciopero anche il personale che gestisce i bus urbani ed extraurbani di Cotral. Anche in questo caso saranno garantite tutte le partenze dai capolinea fino alle 8:30 e dalle 17 alle 20.

 

 

Intanto nella giornata di giovedì 25 marzo i pendolari delle linee Roma Nord e Roma Lido hanno protestato, con una nota congiunta, per gli assembramenti sulle carrozze. Per via delle positività al Covid19 già note da giorni, di parte del personale Atac impiegato sulla Ferrovia Roma-Civita Castellana Viterbo (si parla di almeno 20 persone in quarantena tra cui anche personale di guida treno), è stato ridotto il servizio erogato, soprattutto in tratta urbana, di circa il 40%. Nonostante questo ci sono continue soppressioni di treni su un orario già ai minimi termini che hanno portato in pratica al dimezzamento del servizio urbano. "Questa situazione molto probabilmente andrà avanti per almeno due settimane, sempre che i contagi non aumentino, mettendo a rischio non solo il servizio pubblico erogato ma la salute stessa dei dipendenti e degli utenti pendolari che tutti i giorni, anche in zona rossa, utilizzano la ferrovia. Il virus non si ferma fuori la stazione e sale sui treni e sui bus", scrivono i pendolari che aggiungono "Ricordiamo che sui treni disponibili (al netto delle soppressioni) in fascia di massimo afflusso (soprattutto la sera) ci sono assembramenti di pendolari ben oltre la capienza consentita dalle prescrizioni governative per combattere il Covid19. Su alcuni treni si supera abbondantemente il 50% con punte dell’’80-100% di capienza rispetto ai posti"

Poi in pendolari: "Abbiamo suggerito in tempi non sospetti di mettere alla guida tutto il personale disponibile abilitato al ruolo di macchinista proprio per evitare l’eccessivo ricorso agli straordinari che ha contribuito allo sfacelo attuale: se manca un macchinista (per malattia, sciopero o altro) saltano tante corse programmate! Abbiamo anche chiesto il ricorso alle forze armate, al Genio Ferrovieri dell’Esercito per tamponare il problema, che sta diventando sempre più serio e grave". Infine c'è l'annuncio di un nuovo esposto alla Procura della repubblica di Roma sul caso.