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Lazio, scandalo rifiuti. Flaminia Tosini al gip: "Nessun favore a Lozza, eravamo solo amici"

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Sentita ieri mattina dal gip di Roma la dirigente della Regione Flaminia Tosini, agli arresti domiciliari da martedì scorso nell’ambito dell’indagine sulla gestione del ciclo dei rifiuti in cui i pm ipotizzano, tra gli altri, i reati di concussione e corruzione in concorso con l’imprenditore Valter Lozza, anche lui ai domiciliari. “Abbiamo risposto alle contestazioni e dato le nostre spiegazioni che possono più o meno convincere gli inquirenti - ha affermato al termine dell’interrogatorio di garanzia il difensore, Valerio Mazzatosta -. Sono stati respinti gli addebiti ed è stata data una qualificazione diversa sul rapporto che sostenevano ci fosse tra la mia assistita, che ha 52 anni, e Valter Lozza, che ne ha 75. Ci poteva essere un’amicizia, che non ha negato, e questo secondo noi non ha assolutamente influenzato le scelte fatte. Non ci è stato chiesto se le scelte erano state concordate dai livelli politici: agli inquirenti interessava il rapporto tra Tosini e Lozza”.

 

 

Flaminia Tosini ha dunque sostenuto che i rilievi mossi a suo giudizio non costituiscono reato. Non ha negato, come detto, il legame con Lozza, derubricandolo però da relazione sentimentale ad amicizia. La vice sindaca (sospesa) di Vetralla ha quindi ribadito di non aver favorito l’imprenditore per la realizzazione della discarica di Malagrotta 2. E a questo proposito, secondo quanto riferito dallo stesso Mazzatosta, i magistrati non hanno chiesto se le scelte vennero concordate con i livelli politici.  Stando alle ipotesi accusatorie, gli investigatori ritengono invece che il 72enne abbia avuto a disposizione una corsia preferenziale in virtù del legame con Tosini. Da quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare eseguita il 16 marzo, la presunta relazione sentimentale e di affari avrebbe portato l’imprenditore a regalare alla dirigente regali costosi quali borse, bracciali, orecchini e orologi di lusso. Gentilezze e omaggi che tuttavia, fa notare la difesa, Tosini a sua volta avrebbe ricambiato, come da lei stessa affermato nel corso dell’interrogatorio. 

 


Dalle conversazioni captate però emerge che la funzionaria fosse ben consapevole di poter essere intercettata e che per arginare tale rischio adottasse “ogni tipo di accortezza linguistica nei dialoghi e negli incontri con Lozza in quanto conoscitrice delle tecniche investigative”, tanto da confidare a un’amica di interloquire con l’amico tramite e-mail anonime irrintracciabili e non riconducibili alle loro identità.  “La mia cliente è già stata sospesa dall’incarico regionale e si è dimessa da vicesindaco di Vetralla – ha chiarito inoltre Mazzatosta - e per ora non intendiamo presentare ricorso al Tribunale del riesame”.