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Roma, nuovo stadio. L'idea di Friedkin: affidare a Renzo Piano il recupero del Flaminio

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Ormai i Friedkin sembrano aver abbandonato l'idea di costruire il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. E dunque prende sempre più quota l'ipotesi che la società giallorossa si faccia promotrice di un recupero dello Stadio Flaminio. Più di un'idea. I nuovi proprietari della Roma, stando a quanto riporta l'edizione del 24 novembre della Gazzetta dello Sport in un servizio di Massimo Cecchini, vorrebbero affidare il progetto per il recupero dell'impianto ideato da  Pier Luigi e Antonio Nervi e realizzato per le Olimpiadi del 1960 a Renzo Piano che già nel 2013 aveva lavorato a un'idea per dare nuova vita alla struttura.

L'idea sarebbe quella di portare la capienza del Flaminio a 45.000 spettatori con un investimento di 350 milioni di euro. C'è il nuovo decreto rilancio che permetterebbe di superare i vincoli che negli ultimi anni hanno stoppato qualunque idea di recupero, restano i nodi sui parcheggi, la viabilità e l'ordine pubblico. Le altre ipotesi sono tor Vergata e Fiumicino. Ma per ora la nuova proprietà sembra intenzionata ad avere la concessione per 99 anni del vecchio Flaminio.

Per la Roma si tratterebbe di un ritorno nello stadio di viale Tiziano a 30 anni dall'ultima partita. Correva la stagione 1989/1990 e che i giallorossi, allora guidati da Luigi Radice, giocarono al Flaminio per i lavori di ristrutturazione all'Olimpico in vista dei mondiali. Da allora c'è stata solo la presentazione di Adriano, era ancora presidente Rossella Sensi, nel 2010. A quel tempo il Flaminio doveva diventare lo stadio del rugby. Poi i progetti naufragati con la Ficg, Fino all'attuale stato di abbandono.