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Casamonica, violenze al Roxy Bar ed estorsioni mafiose. La polizia arresta sei persone appartenenti al clan

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Violenze al Roxy Bar ed estorsioni mafiose. La polizia di Roma ha arrestato sei persone appartenenti al clan Casamonica/Di Silvio. Alle prime ore di questa mattina, 28 ottobre,  il servizio centrale operativo, la squadra mobile di Roma, il commissariato Romanina hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 6 appartenenti al clan, ossia D.S.E. classe ’47, D. S. A. classe ’55, D.V.S. classe ‘62, D.S.A. detto “er mortadella” classe ’67, D.S.A. detto “Augù” classe ’70 e C. I. classe ’70 ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione ed estorsione aggravate dal metodo mafioso, spaccio di sostanze stupefacenti, usura ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Uno degli arrestati è stato già condannato in via definitiva nell’ambito del procedimento penale relativo alle note vicende del “Roxy bar” ed è proprio da questo episodio che ha preso vita l’indagine. Le condotte criminose in quella circostanza hanno rappresentato una evidente ostentazione del potere dei Casamonica/Di Silvio su un territorio che considerano sottoposto al loro dominio, come chiaramente rimarcato da uno degli aggressori (“qua comannamo noi”, “non ti scordare che questa è zona nostra”).

A seguito dell’esecuzione delle ordinanze cautelari relative all’episodio del Roxy Bar, le indagini sono proseguite e si sono focalizzate sugli altri componenti delle famiglie, Casamonica/Di Silvio, tutti residenti nel quartiere Romanina, tra via Devers e via Barzilai. Le attività tecniche poste in essere hanno consentito di raccogliere una serie di elementi idonei a configurare ipotesi delittuose tipiche del clan Casamonica/Di Silvio, come l’usura e il traffico di sostanze stupefacenti. In particolare, le indagini hanno consentito di acclarare che i coniugi C. I. e D. S. A. svolgevano quotidianamente attività di spaccio di cocaina. Le cessioni effettuate nei confronti di numerosi clienti avvenivano all’interno o nei pressi dell’abitazione dei coniugi  in via Barzilai, previ accordi telefonici caratterizzati dall’utilizzo di termini convenzionali quali “pane” e “ricette”. Era soprattutto la donna ad occuparsi del confezionamento e della vendita dello stupefacente, mentre il marito manteneva i contatti con i fornitori e svolgeva anche il ruolo di “vedetta”.

Nell’ambito dell’attività di spaccio sono emerse altresì condotte estorsive, poste in essere anche da D. S. A. detto “Augù”. L’attività investigativa, inoltre, ha ulteriormente comprovato l’attività tipica dei Casamonica/Di Silvio, ossia il prestito di denaro a tassi usurari e l’esercizio abusivo del credito.

Infatti, l’usura si è rivelata la principale attività di D. S. E., il quale ha continuato ad esercitarla, nonostante la sottoposizione agli arresti domiciliari per le vicende del Roxy Bar, con l’ausilio del genero e del fratello, arrivando a pattuire interessi pari al 102,5% annuo e a chiedere in garanzia cambiali con importi ben superiori rispetto al capitale erogato.