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Cinghiali uccisi a Roma, gli animalisti pronti a presentare un esposto in Procura

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Cinghiali uccisi a Roma, gli animalisti pronti a presentare un esposto in Procura.

Sarà depositato tra poche ore alla Procura della Repubblica l’esposto dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) per l’uccisione di una mamma cinghiale con i suoi sei cuccioli a Roma che avevano trovato riparo in un’area giochi dell’Aurelio e lì rinchiusi prima di essere uccisi. L’esposto chiede alla Procura di disporre l’accertamento dei fatti valutando i loro eventuali profili d’illiceità penale. L’ipotesi di reato è quella che richiama l’art. 544 bis del codice penale (Uccisione di animali). L’Oipa si riserva di presentare inoltre una denuncia-querela nell’ipotesi in cui dagli accertamenti dovessero emergere fattispecie di reato. L’esposto evidenzia come il protocollo tecnico per il controllo del cinghiale nel territorio di Roma Capitale - predisposto dall’Ispra e siglato da Regione Lazio, Roma Capitale e Area metropolitana - preveda che "La gestione della presenza dei cinghiali nel territorio del comune di Roma Capitale è perseguita attraverso il ricorso sinergico e coordinato a: 1) metodi ecologici mirati ad evitare, in modo incruento, che esemplari di questa specie penetrino e si stabilizzino in ambienti antropizzati ; 2) interventi di controllo diretto, che comportano la rimozione degli animali sia dal tessuto agricolo periurbano sia dal tessuto urbano, attraverso la cattura ovvero mediante abbattimento secondo le tecniche di seguito riportate". Appare evidente, anche rispecchiando le disposizioni normative nazionali in ambito di gestione e contenimento di selvatici, che il metodo ecologico debba avere la prevalenza e che solo in subordine si possa procedere con interventi diretti che comportino anche la cattura.