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Manovra: consulenti lavoro, investire su sostegno imprese

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AdnKronos
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Roma, 21 nov. (Labitalia) - A poche ore dalla scadenza della presentazione degli emendamenti alla manovra, i consulenti del lavoro sollecitano il Parlamento ad investire su un maggiore sostegno alle imprese per favorire gli investimenti e di conseguenza l'occupazione. A dirlo il presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, nella puntata di oggi di 'Punti di vista', il programma di approfondimento politico trasmesso dalla web tv dei consulenti del lavoro. Commentando il reddito di cittadinanza, De Luca ha ricordato che "il sostegno ai disoccupati c'è sempre stato" e che questa misura "è collegata all'aumento dell'occupazione". Perché, ha sottolineato, "se non c'è un aumento dell'occupazione, avremo cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza e continueranno a percepirlo per lungo tempo". Per De Luca, quindi, "se non si investe sulle imprese, l'economia continuerà ad essere stagnante e, di conseguenza, non ci saranno riflessi significativi sui livelli occupazionali". Ospite della puntata Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, che ha chiesto di abolire il reddito di cittadinanza, definendolo "misura fallimentare", e di destinare quelle risorse a una riduzione più decisa del cuneo fiscale. Per il senatore azzurro, il beneficio non ha creato posti di lavoro finora né tantomeno abolito la povertà come auspicava il Movimento 5 Stelle. Al contrario, ha fatto emergere casi di lavoro nero e minore disponibilità ad accettare posti di lavoro per poter usufruire del beneficio. Secondo Gasparri, dunque, alla "gestione pasticciata e con spreco di soldi" del reddito di cittadinanza si può rispondere con "politiche di sostegno alle imprese" che creino vera occupazione. L'intervento di riduzione del cuneo fiscale, previsto dalla legge di bilancio 2020, non è sufficiente. Serve, invece, ha rimarcato, "una decontribuzione per alleggerire il costo del lavoro dei dipendenti" che grava sulle imprese. Non è affatto d'accordo sulla politica fallimentare attuata con il reddito di cittadinanza la senatrice del M5S Mariassunta Matrisciano, intervenuta per ricordare che "al 30 di ottobre oltre un milione di nuclei familiari hanno richiesto il reddito e la pensione di cittadinanza". "Vorrei dire che non ci dobbiamo dimenticare di chi c'è nei nuclei familiari: ci sono dei minori e ci sono dei disabili", ha sottolineato. Soggetti che vengono aiutati, secondo la senatrice, con l'inserimento di "un grande strumento di inclusione sociale", ha ricordato, che nella fase è unito alla riforma dei centri per l'impiego. Per questo, ha sottolineato Matrisciano, "le regioni devono partire con i bandi per le assunzioni". Al tema dell'occupazione e del contrasto alla povertà si lega anche un altro cavallo di battaglia del M5S, il salario minimo orario, sul quale la senatrice non esclude possa nascere un accordo con il Pd dopo la presentazione in Parlamento di due ddl ad hoc. "Questa maggioranza è fatta di più parti, però ha già dimostrato con il dl imprese, quindi con la norma sui riders, di saper dialogare, di portare a casa l'obiettivo", ha evidenziato.