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Papa Francesco scaccia i mercanti dal tempio, come Gesù

Alessandro Meluzzi*
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Singolare è che il vangelo di Giovanni di questa domenica (Gv 2,12-22) usi la definizione Pasqua dei Giudei. Sembra prendere le distanze dalla festa ebraica più importante. Sembra addirittura che traspaia dell'imbarazzo da parte di Giovanni, che esprime quasi certamente l'opinione del suo Maestro Gesù. La Pasqua attirava moltissimi pellegrini a Gerusalemme e significava un groppo ricavato economico per chi organizzava la festa in città. Ecco perché Gesù trova nel Tempio i mercanti. La cosa grave era che i sacerdoti erano d'accordo nel concedere ai venditori di svolgere il loro mestiere in luogo sacro. Gesù reagisce alla vista dei mercanti in modo violento: “fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”. Bisogna riflettere su questo gesto. Ancora oggi la Chiesa si macchia di questo peccato. Il denaro è un dio più potente del Dio cristiano, a volte. Ma Papa Francesco ha dato un segnale diverso. Proprio in questi giorni il pontefice ha chiesto alla Sacra Rota di lavorare gratuitamente per dirimere le controversie matrimoniali. E' un messaggio positivo per i fedeli ed è un esempio che andrebbe emulato. Purtroppo, è difficile estirpare il seme cattivo. Tutti noi ragioniamo per profitto e agiamo a scopo di lucro. Continuando a leggere il vangelo, Gesù disse ai Giudei: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Gli dissero allora i Giudei: questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?. Ma egli parlava del tempio del suo corpo”. Nello stesso istante in cui Gesù moriva sulla croce avvenne che “il velo del tempio si squarciò nel mezzo” (Lc 23, 45). Nell'Antico Testamento era necessario che l'uomo incontrasse Dio in un tempio predisposto. Con la morte di Cristo, tutta l'umanità può accedere all'Onnipotente senza bisogno di strutture costruite da mani di uomo. E' Cristo dunque il nuovo tempio. Egli è altresì la pietra fondamentale sulla quale poggia l'intera compagine dei fedeli, anch'essi pietre vive. *con la collaborazione di Andrea Grippo