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Frane e alluvioni, tutti i comuni del Viterbese a rischio

Giorgio Palenga
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Non si salva nessuno. Nemmeno uno dei sessanta comuni della Tuscia è a prova di bomba (d'acqua). Almeno a leggere i dati Ispra, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, dai quali emerge come la totalità del territorio viterbese sia a rischio frana o alluvione, quando non addirittura le due cose insieme. A confermare che ci muoviamo su un terreno minato da un lato dalla particolare conformazione geologica e dall'altro dal cocktail consumo di suolo-mutamenti climatici, è anche il Pai, il piano di assetto idrogeologico regionale. L'atlante delle situazioni di rischio da frana o valanga in provincia di Viterbo elenca oltre 50 zone, tra le quali rientrano interi centri storici: non solo quelli già noti per la loro fragilità (tanto da aver vissuto nei decenni passati veri e propri esodi di massa) come Calcata o Civita di Bagnoregio, ma anche borghi "insospettabili" come quelli di Canepina, Capranica, Caprarola, Gallese, Ronciglione e Sutri. Tutti classificati come R3 e R4, cioè i gradi massimi di rischio. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 6 novembre 2018 - COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)